PESCARA. Si allungano i tempi della verifica e del rimpasto regionale. Tanto che dopo le ultime vicende del deficit della sanità con previsioni fosche sul carico fiscale e di nuovi sacrifici che gli abruzzesi potrebbero essere chiamati ad affrontare, anche il rimpasto dell'esecutivo regionale, subirà una pausa. I partiti del centrosinistra sono in attesa che si chiariscano i conti per poi decidere il programma di fine legislatura. Uno stop inatteso alle già inattese difficoltà che la giunta sta attarversando. Il presidente Ottaviano Del Turco partito con l'idea di fare un ampio rimpasto non è stato troppo assecondato dagli alleati, in primo luogo dal Partito Democratico che non ha mostrato entusiamo per l'idea di un cambio dastrico della giunta e del programma di fine legislatura. Così non parlando di uomini da sostituire, oltre all'ex assessore regionale ai trasporti, Tommaso Ginoble eletto al parlamento e all'assesssore alle attività produttive, Valentina Bianchi, quest'ultima prima data per uscente dall giunta, poi in bilico, e oggi pare intoccabile, il presidente Del Turco ha chiesto ai partiti incontrati: Sinistra-Arcobaleno, Italia dei Valori e Pd, che avrebbe consegnato un programma di fine legislatura. Ma ieri facevano sapere da Rifondazione non era ancora arrivato nulla. Un motivo c'è. «Prima discutiamo della sanità con le sue questioni delicate da risolvere e poi la verifica», osserva Marco Gelmini, segretario di Rifondazione, «la vicenda dei conti delle Asl adesso ci obbliga a spingere nella direzione di capire meglio le questioni magari con un incontro con il nuovo ministro della salute e poi tornare sui temi della verifica».
Più o meno la richiesta del coordinatore regionale dell'Italia dei Valori, Alfonso Mascitelli, «il grave deficit sui conti della sanità diventa il problema dei problemi, l'urgente priorità nella verifica in atto all'interno della maggioranza», osserva Mascitelli. «Una questione che è senza dubbio preliminare a qualsiasi decisione di rimpasto della Giunta, che non sarebbe compresa nel modo migliore dagli abruzzesi. Delle due l'una», afferma il neo senatore Mascitelli, «o il piano di rientro del debito, sottoscritto con il governo nazionale, non è stato applicato in maniera corretta e bisogna capire dove si è sbagliato e di chi sono le responsabilità; oppure lo stesso piano, così com'é, non è realisticamente attuabile negli obiettivi di risparmio prefissati e allora occorre un diverso impegno nel chiedere al governo una rivisitazione del piano di risanamento».