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Pescara, 19/06/2026
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Data: 13/05/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Ancora una volta deluse le speranze dei politici locali, a conferma dello scarso peso della regione ai tavoli nazionali nonostante le tante promesse in campagna elettorale

PESCARA - L'Abruzzo si siede al tavolo del nuovo Governo Berlusconi e subito si alza: non c'è posto, neanche uno, neanche uno strapuntino da sottosegretario. Si vabbè, Gianni Letta: ma lui, che pure è orgogliosamente avezzanese, è decisamente fuori classifica. Berlusconi mica l'ha scelto perchè abruzzese: Letta è l'uomo che conosce ogni angolo dei Palazzi romani, l'alter ego del premier, il politico finissimo e fidatissimo, il vice-presidente del Consiglio di fatto. Non è lì per rappresentare l'Abruzzo e il suo elettorato che in forze ha votato Pdl, no: lui no. In fila c'erano Andrea Pastore, Maurizio Scelli, Mario Pescante, Paola Pelino e Sabatino Aracu: come birilli del bowling sono caduti uno dietro l'altro, Berlusconi non ha avuto remore. Del resto, non ne aveva avute neanche Prodi: con una pattuglia di ministri e sottosegretari doppia, rispetto a quella berlusconiana, la montagna prodiana aveva partorito il topolino di un posto da sottosegretario per Giovanni Lolli. Sì, di buono, di molto buono c'era la seconda carica dello Stato, la presidenza del Senato, affidata a Franco Marini, incarico di assoluto prestigio. Ma le porte del Governo restavano appena socchiuse. Un po' meglio era andata con l'esecutivo precedente, sempre a guida Berlusconi: Letta, of course, e poi Pescante sottosegretario e pure Salini, per poco più dello spazio di un mattino. Tutto qui. E allora: vogliamo dirlo? L'Abruzzo non conta nulla, non conta davvero nulla sulla scena politica nazionale: è carne da elezione, serve solo a portar voti a questo o quello. Stavolta ci avevano raccontato la favola della regione addirittura decisiva per le sorti dell'intera competizione elettorale, Veltroni aveva scelto Pescara per iniziare la sua campagna d'Italia, Berlusconi praticamente per concluderla, a sentir loro sembrava che non ci fosse altro che l'Abruzzo al mondo. Ecco il risultato: alla roulette dei sottosegretari è uscito uno zero tondo tondo. Non solo: il Pd ha paracadutato Livia Turco a prendere un seggio qui da noi, e l'Udc ha fatto un bello scherzo a Rodolfo De Laurentiis offrendo il suo scranno abruzzese a Ferdinando Adornato. Centrodestra, centrosinistra, centro e basta: quel che non c'entra è l'Abruzzo, beffato da tutti. L'Abruzzo, terra di conquista per capitani di ventura irriconoscenti. L'Abruzzo, in grado solo di perdersi in polemiche tafazziste di retroguardia senza riuscire a esprimere politici di peso. L'Abruzzo: quello che vale zero.

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