PESCARA - Otto le risposte che l'assessorato alla Sanità ha già inviato al ministero per rispondere alle contestazioni del tavolo tecnico del 26 marzo. Risposte che saranno valutate il 21 maggio in occasione della nuova verifica da parte del governo. Resta fuori solo la stabilizzazione dei precari, contenuta nel piano sanitario, norma che la Regione sarà costretta a cancellare con una nuova legge se vorrà tentare di rimettersi in carreggiata, e quella sul bilancio, di competenza dell'assessore D'Amico. In materia di distretti sanitari, aumentati da 24 a 25, la Regione è costretta a giustificarsi: «Il passaggio a 25 distretti non comporta un incremento di spesa significativo perchè il personale verrà ridistribuito nei servizi territoriali a partire dai 44 distretti attualmente presenti». E così per gli aggiornamenti del personale: «Si assicura che i percorsi di aggiornamento sono stati molteplici e particolarmente significativi». Ma il ministero aspetta anche la norma sulla decadenza dei manager delle Asl inadempienti. Qui la Regione ammette di aver fatto «un errore quasi materiale, ovvero causato dalla fretta del dirigente di trasmettere ai ministeri competenti le proposte di atti regionali dovuti al più presto». E nella fretta evidentemente la Regione invece di rafforzare, aveva revocato la delibera che prevede la decadenza dei manager. E ora corre ai ripari prevedendone la proroga fino al 31 dicembre del 2008. Per la messa a regime delle prestazioni ospedaliere, la Regione annuncia che riunioni sono in corso per la definizione dei contratti. E che gruppi di lavoro sono stati costituiti «per l'attivazione nei pronto soccorso dei presidi ospedalieri di servizi di osservazione breve». Ritardi sono stati contestati alla Regione anche rispetto al potenziamento degli acquisti centralizzati: il ministero sostiene che il potere di contrattazione della Regione salirebbe, e di conseguenza i prezzi si abbasserebbero, se ci fosse un Centro unico di acquisti che provvedesse alle gare per tutte le Asl. In questo settore la Regione è in netto ritardo e spiega che la procedura è stata sperimentata solo per l'acquisto dei pannoloni per gli icontinenti e la Asl di Chieti è stata individuata come Asl capofila. Ma Mazzocca è fiducioso: «Le risposte sono già all'attenzione del ministero, sono tranquillo perchè abbiamo fatto tutto quanto era nelle nostre possibilità: il debito che ci viene contestato è und ebito pregresso e noi non possiamo, non riusciamo e non vogliamo tagliare ulteriormente la sanità. Le stesse procedere per la conciliazione sono in corso e noi ci presenteremo a Roma con le carte in regola».