ROMA. La crisi Alitalia si risolverà «senza svendere e senza nazionalizzare. Facendo appello al contributo delle imprese italiane che hanno tutto da guadagnare». Silvio Berlusconi, nel suo discorso alla Camera sulla fiducia, torna sul dossier più caldo dell'anno e, nel giorno del Cda della compagnia, in cui verranno approvati i risultati trimestrali, dà la linea del nuovo corso di governo. Il Consiglio di amministrazione, ridotto a soli quattro consiglieri dopo le dimissioni di Prato il 2 aprile scorso, potrebbe nominare Mario Resca al timone della compagnia.
Il Cda, riunito alla Magliana, esaminerà la richiesta dell'incaricato di Berlusconi, Bruno Ermolli, di accedere ai dati aggiornati del gruppo per compiere una due diligence con gli investitori maggiormente interessati a elaborare un progetto per il rilancio di Alitalia. Con la possibilità comunque che la richiesta venga però respinta dal board e la palla passi al ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Intanto, dopo l'approvazione del prestito ponte da parte del Cdm, ieri è arrivata un'altra buona notizia per Alitalia: la Commissione europea ha deciso di posticipare al 30 maggio la scadenza entro la quale le autorità italiane dovranno rispondere ai dubbi sollevati da Bruxelles sulla legittimità del prestito di 300 milioni. Di fatto ci sarà ora il tempo materiale perché la delega ai Trasporti passi al nuovo commissario Ue, l'italiano Antonio Tajani che avrà quindi in mano il dossier. «Posso confermare - ha detto il portavoce del commissario Barrot - che in seguito ad una domanda fatta dalle autorità italiane la Commissione ha deciso che la scadenza per rispondere alla lettera di Bruxelles sarà il 30 maggio, con la giornata del 30 inclusa, ha detto, aggiugendo che «su un dossier così sensibile i contatti ovviamente continuano».
Intanto i sindacati aspettano al varco il governo sulle nuove indicazioni. «Dopo averci ricordato in modo perentorio che Alitalia perde un milione di euro al giorno - ha dichiarato il segretario generale della Filt Cgil, Fabrizio Solari - è sospetto e disdicevole che una soluzione non sia ancora alle porte».