BRUXELLES - «Lo conosciamo bene, non è una novità ritrovarlo qui. Ci capiremo». Tocca a Pedro Solbes, ministro spagnolo delle Finanze, già fustigatore dei conti pubblici italiani e non solo (nelle vesti di commissario Ue) sintetizzare il clima in cui si è avvenuto il rientro di Giulio Tremonti in Europa. Un'accoglienza definita «calorosa» da fonti diplomatiche: tra i ministri riuniti ieri per l'appuntamento dell'Eurogruppo, che come di consueto precede l'Ecofin di oggi, ce n'è più di uno che aveva già incrociato il ministro dell'Economia nella sua precedente esperienza.
Dopo i saluti, Tremonti ha preso posto e sono iniziati i lavori. Molti i punti in agenda. «La nostra preoccupazione principale è l'inflazione» ha sintetizzato il lussemburghese Juncker, che dell'Eurogruppo è presidente. Ma al di là dell'ordine del giorno anche quello dei conti pubblici è un tema caldo. Per la Francia come per l'Italia. Il nostro Paese è appena uscito dalla procedura per deficit eccessivo, ma il commissario Almunia e gli altri ministri si attendono qualche indicazione sulle mosse del nuovo esecutivo. Lo spazio per un primissimo scambio di opinioni c'è stato, anche se Tremonti non è entrato nei dettagli. Il capitolo salari, che da noi significa soprattutto straordinari e produttività, è comunque al centro dell'attenzione un po' in tutto il Vecchio Continente, dopo i continui richiami alla moderazione da parte della Bce. E ieri ha fatto capolino anche la questione dei super-stipendi, quelli dei manager che si allontanano sempre di più dalla media retributiva dei normali lavoratori.
Del resto anche a Roma, mentre è in corso la procedura della fiducia, il quadro degli interventi è ancora in via di definizione. Si parla di due decreti, uno con aggiustamenti sui conti, l'altro destinato a contenere i promessi sgravi su Ici, straordinari e forse qualche intervento in materia di potere d'acquisto delle pensioni.
Da dove verrà la copertura finanziaria? Ieri dal ministero dell'Economia è arrivato il consuntivo ufficiale delle entrate tributarie, relativo ai primi tre mesi dell'anno. La tendenza è quella già emersa: il gettito complessivo cresce bene (+5,3 per cento) grazie all'ottimo andamento delle imposte dirette e in particolare dell'Irpef. Ma le imposte indirette e soprattutto l'Iva rallentano il passo, iniziando a risentire della frenata dell'economia.
Dunque, come del resto lo stesso Tremonti ha già chiarito, non c'è da attendersi molto sul fronte di un possibile extra-gettito. Resta in pista l'ipotesi di un intervento a carico di banche e società petrolifere, che secondo voci circolate ieri potrebbe prendere la forma di un prelievo straordinario, in sostanza una patrimoniale. È chiaro però che risulterebbe difficile, soprattutto per la Commissione europea, accettare una misura strutturale con una copertura una tantum. Dunque questa potrebbe essere al massimo una soluzione-ponte. Sullo sfondo (ma è un capitolo diverso) resta la possibilità di un ritocco verso l'alto dell'Ires a carico delle banche, se queste non interverranno per rinegoziare i mutui degli italiani.