PESCARA. Niente minacce, nessuna testimonianza che attesti l'esistenza di una richiesta con la forza di una dazione illecita di denaro. Ma è in un'ispezione ordinata dal Comune che la procura ravvisa l'elemento fondante della concussione a carico di Guido Dezio. È nel tentativo, più che in quella che si sarebbe realmente consumata, che si fonda l'architrave dell'ordinanza di custodia cautelare che ha portato agli arresti domiciliari il dirigente dell'ufficio «Appalti e patrimonio» del Comune di Pescara e primo collaboratore del sindaco Luciano D'Alfonso.
L'ISPEZIONE. Secondo l'accusa, il dirigente comunale avrebbe mandato, su sua iniziativa, i vigili urbani a ispezionare che al bar del tribunale tutto fosse in piena regola, dalla licenza all'aspetto igienico-sanitario, dal possesso dei requisiti delle persone che vi lavoravano fino agli scontrini. Il pm Gennaro Varone ha indagato su due fatti che sono successi proprio sotto ai suoi occhi. I due capi d'imputazione, infatti, fanno riferimento alla concussione e alla tentata concussione relative, nel primo caso, all'appalto per il servizio di vigilanza al tribunale e, nel secondo caso, al servizio di gestione del bar interno al palazzo di giustizia. L'ordinanza poggia su un pilastro ritenuto fondamentale, che, paradossalmente, è quello del tentativo di concussione, e non di quella consumata. A sostenere l'accusa ci sono le dichiarazioni dei titolari della società Di Pentima i quali, all'indomani dell'ispezione, hanno raccontato tutto alla procura denunciando le pressioni ricevute per pagare 20mila euro. Questa cifra è quella versata da Michele Cicchini, del Sea River, il quale, dopo aver vinto una regolare gara d'appalto, aveva rinunciato a prendere il servizio perché sarebbe stato poco redditizio rispetto alle previsioni iniziali. Tuttavia l'imprenditore aveva dovuto versare ugualmente una cifra, pari appunto a 20mila euro, a titolo di cauzione fideiussoria. A quel punto era subentrata a Cicchini la gestione precedente, curata dalla società Di Pentima, a titolo provvisorio. La gara in questione, nel frattempo, era stata annullata in data 23 ottobre 2006 ma erano rimaste sulla scena le posizioni di due soggetti, chi aveva rinunciato e chi era subentrato. Secondo l'accusa è proprio in questa fase che Dezio, approfittando del suo ruolo di potere decisionale sulle proroghe degli appalti, sarebbe entrato in azione in prima persona. Il dirigente, secondo il pm, avrebbe chiesto ai titolari della Di Pentima di corrispondere, in favore della società uscita dal servizio, che doveva recuperare quanto versato, i 20mila euro. Insomma, i due si sarebbero dovuti «mettere d'accordo». E per avvalorare l'urgenza di sistemare i conti, secondo il pm, sarebbe arrivata, sollecitata da Dezio in prima persona, l'ispezione.
I 10MILA EURO. Il primo contributo finito nel mirino è quello da 10mila euro, che, inizialmente, si era presentato sotto forma di due assegni da 5mila euro ciascuno, firmati dall'imprenditore di Ortona Tommaso Di Nardo titolare della società di vigilanza «Aquila» che ha ottenuto l'appalto per il controllo degli accessi al palazzo di giustizia. I soldi sarebbero stati prima consegnati a Dezio e poi restituiti all'emittente, il quale ha giustificato questa operazione come «un contributo dato nel corso dell'operazione di salvataggio, mediante raccolta di fondi, per sostenere la società di calcio del Pescara, poi finita nelle mani di un altro imprenditore». Di Nardo, ieri, ha ribadito la sua versione dei fatti, ammettendo di conoscere Dezio «per motivi di lavoro», limitandosi solamente ad aggiungere di aver riferito tutto quello che è a sua conoscenza «nelle sedi dovute» e riservandosi di parlare «più in là». La procura sostiene che i soldi a Dezio sarebbero arrivati lo stesso anche se non sotto forma di assegni ma come denaro liquido. Tuttavia, in questo caso, mancherebbe la prova del trasferimento.
L'INTERROGATORIO. Intanto, entro dieci giorni, verrà fissato l'interrogatorio di garanzia di Guido Dezio il quale ha nominato come avvocati di fiducia Marco Spagnuolo e Medoro Pilotti Aielli. La procura ribadisce che, relativamente agli episodi di concussione, l'indagato avrebbe chiesto soldi per sé escludendo che vi siano, al momento, altri indagati. Tuttavia, determinante sarà l'interrogatorio al quale sarà presente, insieme al gip Luca De Ninis, anche il pubblico ministero Gennaro Varone. Del resto, come sostiene l'accusa, «sulla scrivania del dirigente Guido Dezio passano gli affari più importanti del Comune di Pescara».