Il cda: pesa sui conti insieme al caro carburante e alla flessione di passeggeri
ROMA. L'Alitalia ha registrato nei primi tre mesi del 2008 una flessione dei ricavi legati al traffico passeggeri pari a circa 40 milioni. Un calo che per i vertici della compagnia è riconducibile «alla continua erosione di credibilità commerciale della società conseguente al flusso ininterrotto di dichiarazioni con effetto negativo effettuate dai diversi stakeholders e quotidianamente riprese dai maggiori organi di stampa e di informazione».
Lo stesso piano di sopravvivenza ha ridotto l'offerta di voli. Sulle perdite del 1º trimestre (215 milioni) pesa il rincaro del carburante per 62 milioni. La consistenza patrimoniale è ridotta a 96 milioni.
E l'economista Carlo Scarpa (lavoce.it) avverte: «Abbiamo tempo fino a luglio, ad esser generosi». Nonostante il prestito ponte dal governo per 300 milioni ed il «colossale credito di imposta» incassato, considerando che «il ritmo di caduta della liquidità è di circa 100 milioni al mese» i soldi in cassa «bastano forse per tre mesi». Per Scarpa, Alitalia «senza il prestito ponte forse non sarebbe riuscita a pagare gli stipendi di maggio». La compagnia «continua a perdere soldi» ma non riesce a tagliare i costi. Senza «un partner industriale con spalle molto larghe», Alitalia «non avrà futuro, cordata o meno. Non vorremmo che aspettare il partner serva a rinviare all'infinito il tentativo di raddrizzare i conti. Perchè un'impresa sull'orlo del fallimento non riesce a tagliare i propri costi? Cosa si aspetta?».
Una ricapitalizzazione, avverte il cda, va fatta in «tempi strettissimi». Bruno Ermolli - incaricato da Berlusconi di formare la cordata italiana -, chiede di controllare la situazione economico-finanziaria e il cda lo invita a presentare una manifestazione di interesse. Potrebbe tornare in pista AirOne. Mentre Passera (Intesa) ieri ha detto che «il governo sta lavorando, poi valuteremo».
Ma intanto Alitalia perde anche pezzi del Cda; dopo Maurizio Prato, che si è dimesso il 2 aprile (come nuovo ad si fa il nome dell'ex commissario Cirio Mario Resca), ieri se n'è andato anche Giovanni Sabatini e il cda resta con 3 membri. Nel frattempo è scaduto anche il contratto al direttore del personale Massimo Cestaro e la compagnia va avanti con un gruppo di manager parigrado che, lamentano i sindacati, non ha una vera e propria strategia. Per salvare Alitalia, comunque, Berlusconi - nell'intervento programmatico alla Camera - ha ribadito che si troverà «una soluzione alla crisi senza svendere o rinazionalizzare, ma con il contributo finanziario delle imprese italiane». Nell'attesa, la Commissione europea ha concesso all'Italia uno slittamento dal 19 al 30 maggio per rispondere alle osservazioni sul prestito ponte da 300 milioni di euro erogato nei giorni scorsi dal governo ad Alitalia. Ad occuparsi del dossier Alitalia sarà Antonio Tajani che sostituirà ai Trasporti il francese Jacques Barrot. Intanto, il decreto legge sul finanziamento ponte verrà esaminato il 21 maggio dall'aula del Senato.