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Data: 18/06/2006
Testata giornalistica: Il Centro
L'addio a Di Zenobio leader della sinistra. Una folla ha reso omaggio al politico scomparso

PESCARA. Centinaia di persone ieri hanno reso omaggio a Roberto Di Zenobio, figura storica della sinistra pescarese, scomparso venerdì all'eta di 65 anni. Tanti i politici e i sindacalisti che hanno affollato per tutto il giorno la camera ardente, allestita all'interno della Cgil. Molti i dirigenti di partito che hanno portato le condoglianze alla famiglia e al fratello, Mario Di Zenobio.
Tra questi quasi tutti i dirigenti dei Ds, guidati dal segretario Massimo Sfamurri, e della Cgil. Funerale comunista per Roberto Di Zenobio. La commemorazione è stata fatta dall'amico e dirigente della Asl Riccardo Alderighi. Per sua volontà il corpo verrà cremato. Roberto Di Zenobio è stato un punto di riferimento per la sinistra locale. Comincia la sua carriera politica da giovanissimo nella Fgci, per poi approdare nel Pci. Negli anni Sessanta, si occupa della riunificazione di alcune sezioni e in particolare della Martella e della Di Vittorio, diventando poi segretario di quest'ultima. Dal 1975 al 1979 diventa assessore provinciale alla sanità. Nell'89, non si trova d'accordo con la svolta della Bolognina di Occhetto e quindi, dopo la nascita del Pds, decide di lasciare il partito per approdare nelle file di Rifondazione comunista, di cui diventa segretario provinciale. Ma il percorso politico di Di Zenobio non si conclude qui. Pochi anni dopo decide di aderire ai Comunisti italiani. Durante gli ultimi anni di vita ha ricoperto incarichi importanti anche nel sindacato della Cgil. Da un anno accusava fastidi all'intestino, ma solo pochi mesi fa il male che lo ha colpito si è rivelato in maniera grave. Roberto Di Zenobio ha lasciato la moglie, Edda Tinari, tre figli, due nipoti e tanti compagni.

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