Dopo aver incassato anche la fiducia del Senato, con 173 si', 137 no, 9 assenti e 2 astenuti, Berlusconi mette in mare la sua nave di governo e annuncia le prime misure: abolizione dell'Ici sulla prima casa, pacchetto sicurezza e sostegno ai redditi. Se ne occuperà, con lo strumento del decreto, il primo consiglio dei ministri che si terrà la settimana prossima a Napoli. L'ha annunciato lo stesso Berlusconi nel suo intervento al Senato.
L'abolizione dell'Ici dovrebbe entrare in vigore da subito, a partire da giugno, incidendo dunque sui pagamenti in acconto della tassa. Ma ancora non è noto con quali leve il nuovo governo intenda finanziarla. Col tesoretto (l'extragettito fiscale) la cui esistenza è stata negata dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti? O con nuovi interventi? Al riguardo citiamo il giudizio lapidario del segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani: "Dalla manovra che proporrà il governo si vedrà se il tesoretto esiste o meno". "La manovra che si annuncia - ha spiegato Epifani - è una manovra che costa: se non verrà finanziata significa che il tesoretto c'è, se non lo sarà parzialmente vuol dire che ce n'è mezzo, mentre se sarà finanziata altrimenti significa che non c'è. Avremo la riprova nei prossimi giorni".
Anche l'Europa vuole sapere come il governo compenserà le misure di alleggerimento fiscale in via di approvazione (non solo l'Ici, ma anche la detassazione sugli straordinari). All'Ecofin Tremonti ha rassicurato il commissario Almunia che la copertura di sara'.
73 euro di risparmio a famiglia
Secondo uno studio diffuso oggi dalla Uil, l'operazione costerà allo Stato oltre 2 miliardi di euro (2.054.000.000), con un risparmio medio annuo di 73,35 euro a famiglia: 106,50 euro per una casa accatastata in A/2 e 40,20 euro per una accatastata in A/3. Lo studio della Uil riguarda 104 città capoluogo di provincia, ed è stato effettuato conteggiando il combinato disposto tra aliquote deliberate dai Comuni e la maggiore detrazione per la prima casa dell'1,33 per mille decisa dal vecchio governo. Restano però i dubbi sull'operazione. Come afferma il segretario confederale della Uil Guglielmo Loy, 'in linea di principio qualsiasi riduzione di tasse è la benvenuta, ma occorre capire bene quando, come, con quali risorse e soprattutto se si tratterà di un intervento selettivo o meno. Altrimenti c'è il rischio di premiare gli evasori o chi non ne ha bisogno, invece di dare risposte concrete per difendere il potere di acquisto dei salari e delle pensioni che è la vera emergenza del paese'.
Roma perde 352 milioni, Milano 155
Un altro studio, eseguito in esclusiva dalla Cgia, Associazione
artigiani di Mestre, per il settimanale «Economy», affronta il taglio dell'Ici dal punto di vista dei Comuni. Ne emerge che, tra le prime 21 città italiane, a causa del taglio fiscale,
Roma e' quella che perdera' la «fetta» piu' importante di incassi: quasi 352 milioni (sulla base dei dati del 2006) su un totale di 998 (il 35,3%). Secondo «Economy», Milano, che e' al secondo posto, subira' invece un calo di introiti di 155,4 milioni di euro su un totale di 407 (il 38,2%). Torino, la terza citta' della graduatoria, con il taglio dell'Ici sulla prima casa perdera' 94,3 milioni su 250 (il 37,7%).
Per quanto riguarda i 352 milioni che perderebbe Roma, si tratta di "una cifra superiore a quanto oggi il Comune spende complessivamente per il sociale e per il sistema scolastico ed educativo. Sarebbe quindi utile comprendere con quali risorse economiche si intende compensare questo taglio fiscale". Lo dichiara Alessio D'Amato, vicepresidente della Commissione regionale bilancio: "Se allo studio della Cgia di Mestre - spiega associamo quanto pubblicato su Il Sole 24 Ore circa i costi del federalismo fiscale, che causeranno un taglio di 414 euro per ogni abitante del Lazio, ci accorgiamo come questi provvedimenti, se non sono compensati da risorse effettive, comporteranno un taglio insostenibile per gli enti locali a danno dei cittadini".
Cifre preoccupanti, dunque. Ad esempio la Cisl non si oppone al taglio dell'Ici, purché il governo impedisca ai Comuni di attivarne altre. Così il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, intervistato da Canale5: "Sull'Ici penso che se vogliono farlo, devono bloccare però la possibilità di ricorrere ad altre tasse. Perdono introiti ma poi non bisogna permettere di attivarne altre, per esempio le addizionali Irpef".
Da registrare, infine, la richiesta di Confedilizia, secondo la quale l'esenzione dell'Ici deve essere estesa anche agli immobili 'signorili'.