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Data: 16/05/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Straordinari, statali in rivolta. Per ora (compresi polizia e Cc) esclusi dalla detassazione Ici: confermata l'abolizione da giugno sulla prima casa

I soldi per gli sgravi fiscali saranno trovati tassando i profitti di banche e petrolieri

ROMA. Abolizione dell'Ici sulla prima casa da subito (occhio a non pagarla facendo la dichiarazione dei redditi), tassazione unica al 10% su straordinari e premi. «L'Ici la cancelliamo per riconoscere un principio sociale - dice il presidente del consiglio - la prima casa è il frutto dei risparmi di una vita, l'investimento che garantisce il futuro della famiglia». I soldi saranno trovati con «nuove entrate strutturali da banche e grandi redditi».
Con l'abolizione dell'Ici si risparmierà in media 73 euro a famiglia, con gli straordinari lo stipendio, sempre all'anno, potrebbe aumentare fra i 200 e i 500 euro. Sommando le due agevolazioni, per chi ha una casa e fa anche gli straordinari, si tratterebbe, nella migliore delle ipotesi, di un aumento di reddito disponibile pari a una cinquantina di euro al mese. Una cifra che fa dire a Luigi Angeletti, leader della Uil, che si «deve trattare solo del primo passo e che era meglio detassare la tredicesima», e a Guglielmo Epifani che il taglio delle tasse sugli straordinari «non è utile e aprirebbe una rincorsa salariale nel modo peggiore nelle aziende».
E nemmeno in tutte. Il governo, infatti, sta studiando la possibilità di escludere gli statali. «Lasciarci fuori sarebbe una ferita istituzionale», dicono i sindacati. Soprattutto quelli del comparto sicurezza per i quali gli straordinari sono «parte integrante del lavoro quotidiano». Non chiaro ancora se ci sarà il tetto di reddito a 35mila euro, il ministro Sacconi (Welfare), è contrario.
Sul fronte dell'Ici, poi, c'è chi dà battaglia contro le esclusioni dal taglio di case di lusso, castelli, ville. La Confedilizia, che ieri ha incassato un successo ottenendo dal Tar del Lazio la cancellazione del Dpr che passava ai Comuni il Catasto, dice che le case di lusso sono definite in modo chiaro dalla legge (parametri legati alla metratura, ai servizi, alla bellezza di infissi e scale), mentre «sono stati accatastati come lusso anche appartamenti nati da frazionamenti di ville».
Per l'Ici le compensazioni ai Comuni arriveranno con i trasferimenti erariali. «Noi speriamo che vengano calcolate in fretta, l'impegno del governo c'è», dice il presidente dell'Anci e sindaco di Firenze, Leonardo Domenici. Servono due miliardi e mezzo, e serve anche trovare una soluzione al periodo che si prende in considerazione per le compensazioni. «Perché si rischia che i Comuni che hanno già tagliato l'Ici siano penalizzati», dice ancora Domenici. Per esempio Milano e Roma. 1 miliardo e 700 milioni andranno a coprire il taglio del 60% che il governo Berlusconi si appresta a varare, gli altri 820 milioni per il 40% già tagliato da Prodi.
La cancellazione dell'agevolazione per case di lusso e ville farà risparmiare poco, appena 24 milioni. Come è possibile che un patrimonio immobiliare che dà un imponibile di 22 miliardi renda così poco in Ici? «Sull'ammontare - spiegano i tecnici - pesano sì le esenzioni, ma anche e soprattutto l'evasione». (a.ce)

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