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Pescara, 30/04/2026
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Data: 17/05/2008
Testata giornalistica: Il Centro
«Ci dicevano: sta per arrivare una bomba» Dezio, i consiglieri confermano: da settimane si rincorrevano voci di arresto

PESCARA. «In campagna elettorale arrivò all'orecchio anche a me che durante l'eventuale ballottaggio, o dopo le elezioni, sarebbe scoppiata una "bomba" giudiziaria. In quei giorni era una notizia di dominio pubblico. E la mia riflessione oggi è questa: se fare politica significa colpire quello che ti sta accanto per colpire te è inutile continuare. Sto pensando seriamente di dimettermi». Un consigliere comunale conferma il clima di sospetto che si respira dentro e fuori Palazzo di città dopo l'arresto di Guido Dezio, dirigente fedelissimo del sindaco Luciano D'Alfonso.
Anche se ora è lo stesso D'Alfonso ad invitare tutti, soprattutto le persone a lui più vicine, ad abbassare i toni: «Rispetto assoluto per il lavoro della magistratura, le strumentalizzazioni politiche sono un'altra cosa».
Il sindaco è il primo ad essere consapevole della delicatezza del momento: ogni parola fuori posto rischia di trascinare nel tritacarne non solo le persone che le rappresentano, ma le stesse istituzioni. Lui è convinto che il fedele dirigente, accusato di concussione, saprà chiarire ogni cosa. Ma altri consiglieri comunali insistono: «La cosa che più colpiva è che queste voci non arrivavano dall'alto. La notizia di un imminente fatto giudiziario che avrebbe colpito in qualche modo D'Alfonso, era talmente diffusa in campagna elettorale da essere persino sulla bocca degli autisti delle auto blu».
Vox populi, certo. Da prendere con le dovute cautele in attesa di conoscere la verità giudiziaria. Il dirigente, agli arresti domiciliari, sarà interrogato martedì in procura. Per lunedì mattina è stato invece convocato il consiglio comunale, il primo della nuova consiliatura. Sarà difficile girarsi dall'altra parte.
IL DIBATTITO IN AULA. E' quello che pensa anche Carlo Masci (Udc): «Certo, lunedì in consiglio comunale il sindaco non potrà fare finta di nulla. Ho sempre sostenuto che non si può pensare di fare attività amministrativa senza coniugare l'efficienza con l'etica. Le regole sono una garanzia per tutti, la base da cui partire per chi cerca davvero il dialogo». Il caso Dezio? «E' chiaro che nessuno con questo clima è più tranquillo. Io mi preoccupo della città, perché quando entra in gioco la magistratura vuol dire che la politica ha perso. In passato ho insistito» sottolinea Masci «per la costituzione di una commissione d'indagine: troppi indagati, troppe situazioni discusse. Purtroppo non siamo stati ascoltati. Sono stato visto sempre come uno che abbaia alla luna...».
Per Moreno Di Pietrantonio, neo presidente del gruppone del Partito democratico (18 consiglieri sui 24 di maggioranza), il consiglio comunale di lunedì sarà un battesimo del fuoco durissimo: «Nessuno si tirerà indietro se ci sarà da affrontare la vicenda di Guido Dezio. Siamo di fronte ad un fatto: un dirigente agli arresti domiciliari. Auspichiamo che si faccia chiarezza e che vengano evitate le strumentalizzazioni politiche. Torniamo a ribadire la nostra fiducia nell'operato della magistratura, ma le richieste di dimissioni del sindaco, già avanzate da qualcuno, mi sembrano del tutto fuori luogo. Eviterei» conclude Di Pietrantonio «di trasformare il consiglio comunale in un'aula giudiziaria. Quello che ci chiede la città in questa sede è di dare risposte ai problemi».
IL PDL CHIEDE CHIAREZZA. Guerino Testa, consigliere comunale del Pdl e segretario provinciale di Forza Italia, la vede così: «Ogni volta che accade un fatto del genere è sempre qualcosa di spiacevole per un'amministrazione. Ora ci troviamo in una fase interlocutoria in cui non è ancora chiara la verità. Ma se la magistratura dovesse accertare un coinvolgimento politico in questa vicenda, occorerà intervenire in maniera forte e dura». Quanto alla richiesta di dimissioni del sindaco, già avanzata dal capo delle opposizioni Luigi Albore Mascia, Testa precisa: «Lunedì il sindaco sarà chiamato a rendere edotto il consiglio comunale sul caso Dezio. Che non era un semplice impiegato, ma un dirigente di sua strettissima fiducia. Questa legislatura inizia con il freno tirato, la precedente Amministrazione è già stata intervallata da fatti analoghi. Credo che fare chiarezza su questo punto farà bene alla credibilità dell'intero consiglio comunale».
Ieri, intanto, porte aperte a Palazzo di città: «Non c'è nessun ufficio blindato, quello di giovedì è stato solo un equivoco» spiega un funzionario.

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