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Data: 17/05/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Teramo. L'opposizione "processa" Chiodi. Per Pd, Udeur e Rifondazione la Giunta è segnata da «mancanza di lealtà, assenteismo e priva del gioco di squadra»

«Le dimissioni dell'assessore Cantagalli sono una sconfitta per la città»

Giunta sotto accusa ed accuse di debolezza al sindaco Chiodi. Consumato il "Cantagalli day", la palla passa all'opposizione, Pd, Udeur e Rifondazione, alla quale, almeno a quella, il gesto eclatante compiuto dall'assessore alle Finanze sembra aver assestato l'auspicata scossa. Le dimissioni "coraggiose" dell'assessore tecnico, nella lettura della minoranza, finiscono per far salire sul banco degli accusati la Giunta, segnata da «mancanza di lealtà, assenteismo e privata del gioco di squadra da parte di alcuni elementi». «Una sconfitta per la città- bolla le dimissioni Milton Di Sabatino che, con l'occasione, carte alla mano, esibisce la lettera chiarificatrice in cui Mastella lo indica commissario provinciale dell'Udeur-. Personalmente sono da anni amico ed estimatore del Cantagalli "tecnico" che non condivido, però, sul piano politico: come conosce lui la macchina amministrativa non la conosce nessun altro. Lui non fa accuse ma esterna un clima di Giunta ben mascherato dal sindaco sul quale, ora, si impone una riflessione: dovrebbe o smentirlo o farsi portavoce di un chiarimento serio. Se fossi in lui prenderei provvedimenti anche verso chi non fa squadra». «L'opposizione avrebbe voluto proseguire la seduta di Consiglio comunale- sottolinea Maurizio Angelotti -. Così non è stato fatto né è stato ritenuto opportuno il primo Consiglio utile convocato per lunedì per inserire un ordine del giorno sul tema: si è preferito rimandare, se ne parlerà solo tra dieci giorni. In quanto alle repliche di Silvino nel sostenere che Cantagalli aveva preso impegni clientelari con il personale della cooperativa Musa, sul piano etico questo suona meno grave di eventuali agevolazioni orizzontali e verticali». D'accordo con lui Siriano Cordoni che punta il dito contro «un grande segno di debolezza del sindaco Chiodi il suo procrastinare la discussione: smentisca o chiarisca quali verità si nascondono dietro le affermazioni di Cantagalli». La stessa "debolezza" contro cui punta il dito Gianluca Rapagna che rievoca il consenso all'imbarazzante "triangolatura" Di Bartolomeo- Albi- Silvino alla presidenza del Consiglio. «Il sindaco non può far finta di niente- si associa Valdo Di Bonaventura-, una grossa responsabilità l'aver permesso spostamenti e quanto avevo denunciato a più riprese, fino allo scivolare nel caso di un intero nucleo familiare padre, madre e due figli alle dipendenze del Comune». Da Enzo Scalone, quindi, la sollecitazione perché Chiodi «abbia il buon gusto di non nominare un nuovo assessore».

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