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Data: 18/05/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Via il divieto di cumulo tra pensione e lavoro. E' tra le misure allo studio del governo. Straordinari: le variabili sugli sgravi

Martedì incontro con le parti sociali per definire le scelte Nel decreto anche l'abolizione dell'Ici

ROMA. Due sgravi economici sono certi a distanza di 48 ore dal primo importante consiglio dei ministri del nuovo governo che si terrà mercoledì: sparirà l'Ici sulla prima casa (tranne che per le case «di lusso e signorili») e una parte degli straordinari verranno detassati nella misura di una cedolare secca del 10 per cento e per un periodo sperimentale di sei mesi.
Il resto sembra ancora in alto mare, soprattutto per quel che riguarda gli straordinari. Il costo complessivo del pacchetto fiscale sarebbe un onere per le casse pubbliche che si aggira attorno a 4 miliardi di euro. Secondo quanto lascia intendere il ministero dell'Economia sarebbero tutti compensati da un piano di maxi-tagli alla spesa corrente. In discussione anche l'abolizione del divieto di cumulo per tutte le categorie tra redditi da lavoro e pensione, ma si sta ancora valutando il costo. Si aumenterebbero i contributi, perchè cesserebbe il lavoro nero post pensione, ma indurrebbe buona parte di lavoratori ad andare prima in pensione.
L'eliminazione dell'Ici sulla prima casa dovrebbe voler dire un 2,5 miliardi in meno per i Comuni che, a sentire il governo, verranno rimborsati. I tagli cui starebbero lavorando i tecnici del ministro dell'Economia Tremonti riguardano il blocco dei programmi di spesa dei ministeri, alcuni dei quali già previsti, e una stretta su banche e assicurazioni attraverso un tetto alla deducibilità degli interessi passivi o un eventuale ritocco all'Irap. Il problema sembra quello di reperire i soldi per detassare gli straordinari che, secondo gli ultimi calcoli, si aggirerebbero tra 1 e 1,5 miliardi di euro. Il periodo di sperimentazione sarebbe quello da giugno a dicembre prossimi.
Il problema è: bisogna restringere la platea delle persone beneficiate oppure porre un limite massimo alle ore di straordinario detassate? E allora mettere un tetto di 35.000 euro di reddito massimo entro il quale si beneficia delle detassazioni? Oppure, per favorire anche i premi di produzione (come è stato chiesto dalla Confindustria), si deve porre un limite di 3-4.000 euro di salario variabile legato all'aumento della produttività entro il quale vale la detassazione? E ancora: devono far parte anche gli statali della platea dei beneficiari o solo una parte di essi, quelli in condizioni di maggiore stress, come coloro che lavorano agli sportelli o i vigili che prestano servizio sulle strade? In questo caso si porrebbe un tetto attraverso le qualifiche di livello.
Martedì Berlusconi dovrà incontrare le parti sociali per dire loro qualcosa di preciso e il ministro del Welfare Maurizio Sacconi è assolutamente ottimista sul clima dell'incontro. I sindacati si presenteranno con la richiesta di detassare totalmente gli accordi integrativi che, non a caso, dovrebbero essere legati alla produttività. Confindustria è contraria all'idea che le aziende vadano in ordine sparso ad affrontare le controparti sindacali e sarebbero propensi ad applicare il criterio della detassazione secondo le vertenze territoriali o di distretto (cioè aziende simili per produzione). Secondo i sindacati, le detassazioni, che potrebbero anche arrivare ad un tetto di reddito di 45.000 euro, dovrebbero riguardare sostanzialmente operai e impiegati e quindi avere un limite di reddito annuo più elastico e non netto. L'operazione dovrebbe portare, per i sindacati, tra i 100 e i 150 euro al mese in più.

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