VENEZIA. Detassazione degli straordinari ed abolizione dell'Ici sulla prima casa porterebbero ad un risparmio per famiglia che va dai 257 agli oltre 950 euro l'anno. Questi i risultati che emergono da un'indagine elaborata dall'Ufficio Studi della Cgia di Mestre, che ha preso in considerazione tre tipologie differenti di nuclei familiari e differenti redditi.
Il primo caso preso in esame è quello di una giovane coppia di neoassunti senza figli. Abitano in un appartamento di 70 metri quadrati con aliquota al 4x1000; lui è impiegato con uno stipendio di 970 euro e fa cinque ore di straordinario al mese; lei, operaia, percepisce uno stipendio di 905 euro e accumula le medesime ore di straordinario. Secondo i calcoli degli Artigiani di Mestre, ipotizzando una tassazione degli straordinari con aliquota al 10%, la coppia guadagnerebbe 130,9 euro l'anno; ed escludendo anche il pagamento dell'Ici - pari a quota 126,4 euro - arriverebbero a risparmiare 257,3 euro l'anno.
Secondo caso. Il 'tesoretto' cresce quando la famiglia in questione è formata da una coppia con due figli. Abitano in un appartamento di 130 metri quadrati, con aliquota al 4x1000. Lui è impiegato, ha uno stipendio di 1.405 euro, e a fine mese conta 10 ore di straordinario; lei, impiegata come il marito, ha uno stipendio di 1.220 euro netti e fa due ore di straordinario. In questo caso l'eliminazione dell'Ici fa risparmiare 311,8 euro l'anno e, per quanto riguarda la detassazione degli straordinari, ne fa portare a casa altri 264,9 per arrivare ad un totale di 576,8 euro l'anno.
Infine, la terza ipotesi elaborata dalla Cgia di Mestre è quella che coinvolge una coppia con un figlio, in cui lui è impiegato, conta su uno stipendio di 2.020 euro e fa 15 ore di straordinario. Lei non lavora e abitano in un appartamento di 100 mq. di tipo economico con aliquota Ici al 4x1.000. Il risparmio è quantificato in 84,8 euro di Ici e un aumento di 866,7 euro dovuto alla detassazione degli straordinari. Vale a dire che potrebbero avere a loro disposizione ben 951,5 euro in più l'anno. «Ma se vogliamo realmente rendere le buste paga ancor più pesanti - commenta il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi - il nuovo esecutivo deve agire in altre due direzioni: in primo luogo ridurre il costo del lavoro, come già fatto nelle due ultime legislature ma ancora del tutto insufficiente; in secondo luogo puntare su un vero e proprio federalismo contrattuale che lasci ampi spazi di contrattazione alle parti sociali a livello territoriale».