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Data: 20/05/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Straordinari detassati, ma non per tutti. Ne potranno godere i lavoratori con reddito inferiore ai 35 mila euro. L'Ici sarà abolita. Continueranno a pagarla i possessori di immobili di lusso catalogati A1, A8 e A9.

Tassazione secca del 10% fino a 3 mila euro degli emolumenti incassati in regime di orario straordinario

ROMA. Ci sono meno soldi del previsto e il governo è costretto a rinviare alcune delle misure che aveva preventivato di mettere in campo nel decreto legge su Ici e detassazione degli straordinari, prima fra tutte il bonus bebé. Avanti tutta, invece, sulle altre misure anche se con paletti applicativi. Il costo complessivo dei decreti legge che saranno varati domani dal consiglio dei ministri, a Napoli, si aggira sui 4 miliardi, comprese risorse per Ferrovie e Anas. Premi e straordinari saranno detassati.
Ma solo a chi ha dichiarato un reddito lordo 2007 inferiore a 35mila euro. Sarà possibile pagare il 10% di tassazione secca solo fino a 3mila euro di straordinari e premi, oltre quella cifra resta la tassazione Irpef e i soldi vanno nel totale del reddito. Il costo della misura, a regime, è di 2 miliardi. Quest'anno, però, si applica dal 1º giugno in poi, quindi costerà 1 miliardo. Sarà poi la Finanziaria a trovare i fondi per il 2009 e, in base alle risorse, a prevedere un'eventuale estensione della platea dei destinatari.
Un'estensione, a dire il vero, che è già presente in una delle bozze che saranno presentate oggi alle parti sociali. L'ipotesi fatta dal ministero del Welfare e dell'Economia prevede una quota più alta di straordinari e premi su cui applicare la tassazione (circa 4mila euro), oppure un'elevazione del tetto di reddito a 40mila euro. Ancora in discussione la possibilità di estendere la misura anche al pubblico impiego, magari solo al comparto sicurezza e, in particolare, a chi svolge un lavoro su strada.
Per quanto riguarda l'Ici la bozza del decreto legge inviata all'Anci (incontro con il governo previsto oggi pomeriggio insieme alle parti sociali) ricalca le misure prese dal governo Prodi. «Le abitazioni di lusso saranno escluse - dice Fabio Sturani, vicepresidente dell'Anci e sindaco di Ancona - niente sconto Ici per gli immobili accatastati A1, A8 e A9». Quanto alla compensazione i Comuni auspicano che avvenga secondo tempi e modi concordati per il 40% tagliato dalla Finanziaria 2008. Gli 823 milioni di costo saranno restituiti in due blocchi uguali, parte a giugno e parte a dicembre di quest'anno. «Ci auguriamo - dice Sturani - che anche il 60% che resta (circa 1 miliardo e 300 milioni) sia restituito con le stesse modalità, perché i bilanci dei Comuni sono tutti già stati approvati e si creerebbero gravissimi problemi».
Due miliardi e rotti per l'Ici, un miliardo per straordinari e premi, il grosso del miliardo che resta andrà ai capitoli Ferrovie e Anas, mentre una quota sarà destinata al decreto sicurezza. Dove verranno trovati i soldi ancora non è chiaro del tutto. Un miliardo dovrebbe arrivare dalla stretta sulla deducibilità degli interessi passivi per le banche. Il resto sarà trovato nei mille rivoli del bilancio dello Stato che portano a progetti non realizzati o non ancora partiti. «Sarà una spazzolata generale e pesante», anticipano al ministero.
L'ex ministro del Lavoro, Cesare Damiano, teme che nella «spazzolata» rientrino anche i soldi stanziati a suo tempo per i lavori usuranti. «La delega va attuata entro fine mese - dice Damiano - sarebbe socialmente dannoso non destinare i circa tre miliardi previsti nel decennio, di cui esiste una copertura già certificata dalla Ragioneria dello Stato, a vantaggio di quelle decine di migliaia di lavoratori che svolgono attività particolarmente faticose».

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