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Pescara, 30/04/2026
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20/05/2008
Il Centro
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Roghi, blocchi e stop selvaggio dei bus. Ancora 3500 tonnellate di spazzatura in città, 50mila in provincia |
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Il centro è più pulito rispetto ai giorni scorsi ma basta spostarsi in periferia per trovare dovunque cumuli di immondizie NAPOLI. Per capire il punto di non ritorno a cui è arrivata Napoli tra cumuli di immondizia, roghi e proteste selvagge, basta leggere l'ultimo manifesto apparso sui muri della città: «Berlusconi santo subito - dice la scritta accompagnata da una foto - se elimina immondizia e criminalità». Ecco, mancava solo la richiesta esplicita al premier di fare il miracolo - una volta sarebbe stato San Gennaro l'unico destinatario di una supplica simile - per sancire il fallimento di un'intera città che non crede più in se stessa e, soprattutto, nelle sue istituzioni. L'ennesimo giorno di emergenza si consuma così tra gli immancabili roghi (75 tra Napoli e Provincia), la pratica incivile dei blocchi stradali in cui le vittime sono solo e soltanto i napoletani onesti e le proteste di piazza. Come quella degli autisti dei bus, l'ultima in ordine di tempo e ovviamente non annunciata, che ha lasciato a piedi migliaia di cittadini provocando ulteriori disagi ad una città già in ginocchio. Ma non solo: no global, comitati contro le discariche, ambientalisti e disoccupati hanno già annunciato per mercoledì una manifestazione contro tutti: centrosinistra, centrodestra, discariche, termovalorizzatori. Ad Eboli solo dopo una giornata di proteste, è stato aperto il sito di stoccaggio delle ecoballe e il sindaco di Marano minaccia di scendere in piazza se si andrà avanti nel progetto di realizzare la discarica a Chiaiano. E a Giugliano sono già sul piede di guerra perchè il sito di Taverna del Re potrebbe riaprire per 7 giorni. Nel frattempo a terra restano ancora 3.500 tonnellate di mondezza, che arrivano a 50mila se si conta tutta la Campania, nonostante lo sforzo dell'Asia che oggi ha recuperato 700 tonnellate in più rispetto all'ordinario. Il centro di Napoli è più pulito rispetto ai giorni scorsi ma basta spostarsi di poco per ritrovare le solite immagini: la periferia e la provincia sono piene di cumuli di immondizia che arrivano al primo piano delle abitazioni e cittadini costretti a fare lo slalom tra i sacchetti. «Mercoledì Napoli sarà quasi pulita» sottolinea il sindaco Iervolino facendo gli scongiuri e sperando che non accada nulla nelle prossime ore che possa mandare di nuovo in crisi il sistema. Contro le autorità locali si scaglia però Antonio Di Pietro, che invita il presidente Bassolino a dimettersi: «quando la nave perde la rotta - dice - è inutile prendersela con il fato. La responsabilità e di chi guida la nave». La città attende dunque l'arrivo di Berlusconi per il Cdm sperando che il premier si presenti con la bacchetta magica ma già sapen do che non sarà così. Una ricetta che possa risolvere il problema in maniera indolore, infatti, semplicemente non esiste. E non è un caso che la soluzione del rebus, sul tavolo di palazzo Chigi, ancora non c'è. Di concreto, al momento, c'è uno stanziamento di dieci milioni di euro: serviranno per finanziare il piano operativo sanitario che verrà presentato domani al consiglio dei ministri. Un piano in tre punti che prevede un'informazione corretta ai cittadini, l'educazione e la formazione degli operatori medici, il monitoraggio costante della situazione. Perchè è vero che al momento, come ha ribadito anche ieri il sottosegretario alla Sanita Ferruccio Fazio, non c'è un'emergenza salute. Ma nessuno può scommettere, oggi, che anche questa non arrivi.
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