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Data: 21/05/2008
Testata giornalistica: Trambus
Tpl, l'Italia conquista la maglia nera

L'Italia conquista ancora una volta la maglia nera del trasporto pubblico rispetto al resto d'Europa e viaggia almeno 10 anni indietro rispetto a Paesi come Francia, Germania, Regno Unito o Svezia. Costi più alti, ricavi più bassi e un'eccessiva dipendenza dai contributi pubblici rendono infatti il sistema poco redditizio e scarsamente competitivo. Questa la fotografia scattata nel rapporto Bain & Company sul trasporto pubblico locale, che analizza un campione di oltre 100 aziende e indica alcune azioni per rilanciare il settore. Ma andiamo a vedere nel dettaglio. Il trasporto urbano e extraurbano italiano, con 5,3 miliardi di passeggeri ogni anno, 45 mila veicoli fra bus, tram e metro, e un fatturato di 7 miliardi di euro, evidenzia - osserva il rapporto - alcune criticità: la redditività negativa, con un risultato operativo (Ebit) di sistema del -2,3 per cento e circa 4 miliardi di euro annui di contributi pubblici, che si traducono in un costo per la collettività di oltre 10 milioni di euro al giorno; il gap di produttività del 20 per cento rispetto alla media europea (circa 18 mila chilometri per addetto contro la media europea di oltre 20 mila); e la frammentazione e il nanismo del sistema, che conta oltre 1.200 operatori, ma solo le prime 5 aziende coprono il 27 per cento del mercato. Rispetto al resto d'Europa, il sistema italiano evidenzia, quindi, una ''minore autosufficienza di mercato'', legata, secondo lo studio, sia alla ''scarsa capacità di generare ricavi da traffico'' (1 euro per chilometro, contro una media europea di 1,55 euro/chilometro), sia al ''maggior costo per unità di prodotto'' (3,6 euro/km contro una media Ue di 2,78 euro/km). L'Italia evidenzia inoltre un ''gap molto significativo'' nei livelli tariffari (l'abbonamento mensile urbano costa 25,7 euro contro i 40,59 di media europea) e una minor velocità commerciale (10-15 per cento in meno rispetto al resto d'Europa). Secondo lo studio sono almeno quattro le priorità per rilanciare il settore del tpl: innovazione nel modello di governance, separando regolazione/controllo e gestione; modernizzazione del sistema di aggiornamento delle tariffe; soluzioni ''coraggiose'' per aumentare la velocità commerciale e incentivare l'uso del mezzo pubblico; superamento della frammentazione. Tutto questo - conclude l'autore, Sandro Orneli - insieme ad ''un sistema di incentivi fiscali, alle fusioni e all'introduzione di amortizzatori sociali, potrebbe contribuire ad un avvicinamento alle best practicies europee, sventando cosi' la minaccia di colonizzazione da parte dei grandi operatori stranieri''.

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