PESCARA. Il rimpasto «sostanzioso» della giunta regionale appare ogni giorno di più una chimera. Mentre il presidente Del Turco è alle prese con programmi e progetti di fine legislatura, ora anteposti al cambio delle deleghe e dei nomi in giunta, dietro le quinte s'infervora la battaglia dei veti e dei rinvii. C'è una parte del Pd quella giovane e rampante, legata al segretario regionale Luciano D'Alfonso che non vuole concedere l'assessorato ai trasporti, lasciato libero da Tommaso Ginoble ora deputato, ad Antonio Boschetti, consigliere regionale del Pd considerato vicino a Del Turco.
A Boschetti viene contrapposto Camillo D'Alessandro, formalmente per una questione di consensi: D'Alessandro è stato tra i più votati e c'era un patto, almeno questo si fa sapere, che in caso di nomine toccava a lui avere l'assessorato. Poi nell'Italia dei Valori, il neo senatore Alfonso Mascitelli e il deputato Carlo Costantini non sciolgono la loro riserva sulla rosa dei nomi da dare alla presidenza della giunta per suggellare l'ingresso nell'esecutivo e nella maggioranza di centrosinistra.
Una riserva dell'Idv che, al di là dei programmi da «studiare e correggere», appare come uno stop al loro collega di partito Bruno Evangelista considerato troppo amico di Del Turco. Anche l'assessore Valentina Bianchi, data per uscente dalla giunta, non è più disponibile a lasciare l'esecutivo. Quindi è tutto fermo. Così come è ferma la riforma taglia spese dei gruppi regionali. Formalmente la commissione dice di voler attendere la riforma della legge elettorale regionale, di fatto nel Pd non è stato raggiunto l'accordo su cosa faranno i tre capigruppi: Camillo Cesarone, ex Sdi; Maria Rosaria La Morgia, ex Unione e Donato Di Matteo ex Ds. Sono tutti nel Partito democratico, la «grande casa comune degli uomini e delle donne del Pd», però ognuno non vuole rinunciare a ruolo e indennità.
A prendere le distanze sono i centristi, messi alla porta dal presidente della giunta che ora si dicono «mortificati» dalle chiusure di Del Turco e del Pd.
«Se la maggioranza non ha più bisogno dei nostri voti e della nostra partecipazione, saremo costretti a prenderne atto», dichiarano Liberato Aceto, Antonio Verini e Angelo Di Paolo, consiglieri regionali della Federazione di Centro, delusi dal fatto che Del Turco non abbia «ritenuto di coinvolgere la federazione nella definizione del programma di fine legislatura e nel rimpasto di Giunta». «Siamo molto amareggiati per il comportamento del presidente Del Turco», scrivono i consiglieri, «abbiamo sempre partecipato alle decisioni della maggioranza, seppure in una posizione critica, ma sempre costruttiva e nell'interesse dell'Abruzzo».