L'AQUILA. «Di qui non passerai». Così disse Galdalf, il Mago Bianco, all'oscura mostruosità che inseguiva la Compagnia dell'Anello. Ma qui non si parla del Signore degli Anelli, bensì della metropolitana di superficie, che non si sa ancora che fine farà. Un dato, però, è certo: non potrà passare lungo il primo tratto di via Roma. Il ministero dei Beni culturali ha inviato una lettera alla Soprintendenza dell'Aquila, ribadendo questo concetto: la metro può arrivare fino a San Paolo.
E poi? Poi il percorso, se vuole continuare su via Roma, deve prevedere piccoli bus elettrici. Ci sono due sentenze, compreso il Consiglio di Stato, che definiscono la questione.
Dunque, anche la soluzione alternativa proposta finora dal sindaco, Massimo Cialente, cioè di proseguire con la metro su via Roma fino all'incrocio con viale Duca degli Abruzzi e poi girare su viale Giovanni XXIII, secondo il ministero non sarà praticabile.
«Non c'è nulla da eccepire a quanto dice il ministero», afferma il soprintendente ai Beni architettonici e paesaggistici d'Abruzzo, l'architetto Maurizio Galletti. «La situazione è quella di sempre, cioè che la metro può arrivare fino alla chiesa di San Paolo. Comunque», sostiene il soprintendente ai Bap, «se l'amministrazione comunale formulerà nuove proposte ufficiali, le invieremo al ministero e poi si vedrà quali saranno le decisioni».
Ma il ministero per ora ha ribadito che i vettori non potranno passare oltre la chiesa di San Paolo. Nonostante quanto stabilito a livello ministeriale fosse noto già da tempo, e poi confermato da due sentenze, i lavori sono andati avanti lo stesso con l'ex amministrazione comunale di centrodestra guidata da Biagio Tempesta.
Il Comune ha, però, anche il problema della rescissione del contratto con la Cgrt, il Consorzio di imprese che sta costruendo la linea metro. Che è uno degli aspetti economici più spigolosi, per usare un eufemismo (la Cgrt ha chiesto oltre 20 milioni di euro). Ieri, intanto, in tribunale è stata dibattuta la prima udienza del processo per i lavori dei sottoservizi, sempre lungo via Roma, dove sono imputate sette persone. La seconda udienza si terrà il 6 giugno.