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Data: 21/05/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Lanciano dice no a Fossacesia: la stazione fantasma è per le merci. «La Sangritana rischia la cancellazione»,

LANCIANO. «E' la città il vero fulcro del territorio e della sua rete di trasporti»: con questa motivazione il consiglio comunale ha respinto le richieste del Comune di Fossacesia per la "stazione fantasma" di Fossacesia-Torino di Sangro. Una decisione fuori dal coro visto che finora il documento che chiede il potenziamento e la valorizzazione dello scalo, aveva raccolto ovunque consensi e l'appoggio di Atessa. L'assemblea lancianese propone invece di riscrivere il documento ed esaminarlo in un consiglio sui trasporti, in cui si parlerà anche della Sangritana.
Altro che solidarietà per lo scalo ferroviario costiero, privo di servizi igienici e sala di attesa e non accessibile ai disabili. In consiglio comunale la vicenda della stazione di Fossacesia-Torino di Sangro si trasforma in una polemica bipartisan contro l'amministrazione costiera.
«Il sindaco di Fossacesia dimostra di non conoscere il territorio», sostiene Marco Di Domenico, capogruppo di Alleanza per Paolini, «non si può parlare solo di Sangro-Aventino quando il centro principale è quello frentano. Quello che viene rivendicato, poi, non c'entra nulla con la realtà di uno scalo merci qual è Fossacesia-Torino di Sangro: la presenza di una darsena per piccole imbarcazioni non può essere scambiata per un porto turistico e per la Costa dei trabocchi funziona già lo scalo di San Vito. Ricavandosi un ruolo guida che non ha, Fossacesia prevarica tutti».
Lanciano non ha mai gradito l'esclusione dalla partita dell'ex tracciato con le Ferrovie, che Fossacesia conduce con Vasto e gli altri Comuni costieri.
Ma anche dall'opposizione la musica non cambia. «Va bene valorizzare l'intera area frentana», interviene Maria Saveria Borrelli del Pd, «ma il fulcro non è quello. Lanciano non può restare fuori dal discorso trasporti, e così si dimentica anche San Vito. La delibera del Comune di Fossacesia va emendata».
Il consigliere di An, ed ex presidente Sangritana, Marino Ferretti, ricorda la vocazione dello scalo. «E' nato per il collegamento trasversale Tirreno-Adriatico», dice in aula, «per spostare merci e viaggiatori dal porto di Napoli a qui. Per questo era stata realizzata la sede per la linea ferroviaria fino ad Archi ed erano state acquistate traverse, pali e rotaie. Ma», rimarca in aula, «sono due anni che non viene messo un chiodo».
Alla fine l'aula ritira il documento, che sarà riscritto e ridiscusso in un consiglio comunale ad hoc, dove si parlerà anche del progetto regionale di un'unica società di trasporto, nata dalla fusione di Arpa, Gtm e Sangritana, in modo da tagliare i costi della politica (i componenti dei vari Cda).
A chiedere una presa di posizione del consiglio comunale è il consigliere Udc, Roberto Gargarella. «La Sangritana rischia la cancellazione», sostiene in una nota, «l'unica soluzione seria è costituire un consorzio a tre con servizi comuni, un solo amministratore e un solo direttore per ogni società».

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