L'ombra di nuove perizie sulla vicenda giudiziaria sui danni che avrebbero subito i palazzi vincolati di via Roma in merito alla realizzazione della tramvia su gomma. Nel corso dell'udienza di ieri (il processo è stato aggiornato al 6 giugno) è stata annunciatà la possibilità di richiedere altre perizie su via Roma e sugli edifici vincolati. Un fatto che ha lasciato sgomenta Andreina Pellegrini del Comitato di via Roma. «La prima perizia - ha detto la Pellegrini - fu redatta dagli ingegneri Centofanti, Di Marco e Salvatori per conto del Comune per un costo di circa 30 mila euro. Lo studio fu inviato al Ministero per i Beni Culturali ma lo stesso Comune diffidò il ministro Rutelli e le dirigenze degli uffici periferici del Ministero dall'utilizzo di tale relazione. A cosa è servito spendere più di 30 mila euro per una relazione che non si poteva utilizzare? Come mai oggi sono chiamati come testimoni gli ingegneri che hanno redatto una relazione di cui ne fu inibito l'utilizzo? Altra perizia scritta con oro fuso - ha continuato la Pellegrini - è quella del provveditorato alle Opere pubbliche ordinata dal Consiglio di Stato che doveva accertare, in via Roma, lo stato dei lavori e dei luoghi, dopo il diniego della Soprintendenza di L'Aquila. Diniego sospeso dal Tar e poi reso nuovamente efficace dal Consiglio di Stato e che di fatto è quello che ha impedito il passaggio della tranvia su Via Roma. Per tale relazione sono stati liquidati altri 8.606 euro. Le spese per questa relazione sono state poste a carico del Comune e del ministero per i Beni Culturali in parti uguali».
Infine l'appello della Pellegrini al sindaco Cialente che «smetta di dire quanto l'opera ricadrà sulla testa degli aquilani e cominciasse a presentare il conto a chi ha affidato i lavori senza le prescritte autorizzazioni. Se ciò non avverrà sarà segno che il sindaco stesso non vuol far pagare i diretti responsabili ma l'intera città».