"C'è il rischio che i soldi, già stanziati, vengano dirottati altrove". A lanciare l'allarme sul decreto sui lavori usuranti è l'ex ministro Cesare Damiano, ricordando che la delega scade a fine mese. Sono 5 mila - come ricostruisce un articolo del Manifesto - i lavoratori "usurati" che rischiano di non avere diritto quest'anno alla pensione anticipata. Sulla misura si è ieri scagliato il vice presidente di Confindustria Alberto Bombassei, affermando che "mette a rischio la spesa pubblica" e aumenterà "i casi di contenzioso in azienda". Falsità, ha replicato la segretaria confederale della Cgil Morena Piccinini: "Non siamo disponibili a una modifica del testo, perchè l'equilibrio degli scalini pensionistici si reggeva sui provvedimento sugli usuranti". Riguardo la prima osservazione di Bombassei, la segretaria conferedale ricorda che i lavoratori in uscita anticipata vanno da 5 mila (il primo anno) a 9 mila (a regime) l'anno, e che la copertura (2,8 milioni di euro in dieci anni) ha avuto l'ok della Ragioneria dello Stato. Riguardo i casi di contenzioso (la questione sollevata dal vicepresidente di Confindustria era centrata sui turni notturni, ossia sulla possibilità per i lavoratori "usurati" di avvalersene per ottenere indennità o riduzioni d'orario), per Piccinini questo "è un falso problema: nel quantificare i turni notturni che danno accesso alla pensione anticipata siamo volontariamente usciti dalla contrattazione per evitare un collegamento tra beneficio previdenziale e rivendicazioni contrattuali".