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Data: 19/06/2006
Testata giornalistica: Il Centro
Porto, autorità o agenzia regionale. Il potenziamento dello scalo apre diverse possibilità di sviluppo

ORTONA. Autorità portuale o agenzia regionale della logistica? Dopo l'annuncio del presidente Ottaviano Del Turco della sottoscrizione di bond per 115 milioni di euro, la maggior parte dei quali da destinare al potenziamento del porto, si è acceso il dibattito sul futuro dello scalo ortonese. Secondo Giuseppe Ranalli dell'Apla, l'autorità portuale è una forma oramai superata perché non considera i collegamenti con le altre forme di trasporto come aeroporti e ferrovie e perché non lega il pubblico al privato.
Va a dire agli imprenditori che hanno la capacità di promuovere l'attività distributiva con una visione regionale ampia, senza creare conflitto con gli altri porti. «La maggior parte della merce movimentata a Ortona è costituita da idrocarburi, quindi da merce liquida che non viene considerata quando si parla di autorità portuale», spiega Ranalli, «per ottenerla bisogna raggiungere i tre milioni di tonnellate di merce secca movimentata, ma siamo lontani. Inoltre, il concetto di autorità è del 1994 e non prevede sinergie tra porti e altre vie di trasporto, quindi è superato. Parlerei, invece, di agenzia logistica perché rappresenta un'innovazione in quanto lega la gestione pubblica a quella privata». Secondo Ranalli, l'intenzione di Del Turco è buona perché permetterà di potenziare le strutture anche se è necessario pensare all'implementazione dei servizi di base assenti, come il veterinario di porto e le strutture d'accoglienza per un eventuale traffico passeggeri. A difendere l'autorità portuale, invece, ci sono Bruno Merlin, vicepresidente del consorzio industriale Val Pescara, e Ilario Cocciola (Sdi-Rnp). «Ci stiamo occupando di diversi progetti per il potenziamento del porto» precisa Merlin, «tra questi c'è l'internazionalizzazione degli scambi commerciali. Per questo, però, è necessaria l'autorità portuale che deve partire dal basso, coinvolgendo tutti i soggetti istituzionali e privati per promuovere le attività che si svolgono nello scalo. Il piano regolatore portuale è un altro strumento fondamentale che il Comune deve realizzare al più presto».
«Abruzzo e Molise sono le uniche due regioni a non avere un'autorità portuale», dice Cocciola, «Ortona è certamente lo scalo che ha la possibilità di ottenerla anche per lo sviluppo degli altri porti della regione. Altre forme di gestione sarebbero una rinuncia in partenza e relegherebbero Ortona e la portualità regionale in un abito ristretto senza possibilità di competere con le sfide nazionali».

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