Politica. Alla verifica trimestrale di ieri a Roma l'assessore Mazzocca recupera credito. Per gli aumenti Irap e Irpef procedura complessa
PESCARA - E mentre Ottaviano Del Turco incontra Luciano D'Alfonso a Pescara per discutere di poltrone, un-due-tre esce Bianchi entra Di Matteo e poi Boschetti e anche un dipietrista, e la diplomazia si mette al lavoro per ricucire con Verdi e Rifondazione perchè insomma la parola termovalorizzatore è un affronto e la maggioranza di centrosinistra rischia di andare a farsi benedire, e in Abruzzo vanno in onda le prove di rimpasto con annesso programma di rilancio, a Roma i tecnici del ministero dell'Economia dicevano no. No secco all'abolizione dei ticket, non se ne parla proprio per niente. Colpa del debito del 2006, di quei famosi 232 milioni di euro che scaricheranno sulle spalle degli abruzzesi gli aumenti di Irap e Irpef a partire dall'8 giugno. Tornano a casa con un pugno di mosche i dirigenti dell'assessorato alla Sanità che avevano fatto annunciare all'assessore Bernardo Mazzocca per ben due volte da un anno a questa parte l'abolizione della odiatissima tassa sulla salute. Stangata che si aggiunge a stangata e che delinea all'orizzonte un'estate da dimenticare.
Eppure non era finita malissimo per l'Abruzzo la verifica di ieri, molti i segni "più" incassati da Mazzocca, e per gli inadempimenti c'è sempre la possibilità di ritornare a giugno. Poche materie e possibilità di recupero. E lui, l'assessore, ci tiene a precisare che il piano di rientro sta andando a gonfie vele, «bene il 2007, bene il primo trimestre del 2008». Le tasse? Tutta un'altra storia. «Il rilievo del governo riguarda il 2006 - spiega l'assessore - ed è quindi estraneo al piano di rientro, dei 232 milioni si discuterà su un altro tavolo, sono l'effetto del trascinamento del debito, che non disperiamo di riuscire a coprire con quel miliardo che recupereremo dai fondi delle procedure di conciliazione». E se da una parte l'assessore alla Sanità vuole tenere divise le proprie responsabilità da quelle del Bilancio, per i cittadini il prodotto cioè le tasse, è lo stesso. Nel 2006 l'errore della giunta di centrosinistra e dei tecnici del Bilancio è stato quello di non iscrivere nel documento contabile tutto il finanziamento del governo, nonostante le sollecitazioni scritte dello stesso assessore alla Sanità, un errore che adesso rischia di costarci molto caro. Ma non tutto è perduto dice Bernardo Mazzocca, «io l'avevo detto dall'inizio che sarebbe stata una stagione di lacrime e sangue» e così è stato soprattutto per i cittadini: ma le tasse secondo l'assessore non ci pioveranno così sulla testa dalla mattina alla sera, «occorrerà una specifica riunione del consiglio dei ministri alla quale dovrà partecipare un rappresentante del governo regionale, e poi dovrà essere attivata la procedura commissariale». In mezzo però c'è sempre l'incontro con Gianni Letta, e se non ci si metteranno i leghisti di mezzo con la linea del rigore nei confronti delle regioni pecore nere, secondo Mazzocca una possibilità di portare la pelle in salvo ci sarà. Sennò sarà proprio difficile continuare a parlare di rilancio.