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Data: 23/05/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Alitalia, Air France pensa già ad altro. Il colosso franco-olandese studia come affrontare il caro-petrolio e potrebbe liberarsi del 2% della spa italiana

Cordata italiana, Toto tace. Lega Nord: prima i libri in tribunale

ROMA. Con Air France-Klm i giochi per Alitalia sono definivamente chiusi. Lo ha ribadito ieri il numero uno della compagnia franco olandese Jean Cyril Spinetta. Con il prezzo del barile di petrolio a 130 dollari le compagnie aeree hanno altro cui pensare, non è tempo di fusioni né di riaprire un dossier che a Parigi hanno ormai archiviato. Una partecipazione, Alitalia, forse da dismettere.
Infatti Air France- Klm ieri ha dimezzato a 13 milioni di euro il valore del 2% di Alitalia posseduto. Il titolo vale in questi giorni 0,55 euro e la Borsa sembra aver perso passione alle vicende della compagnia aerea. In via della Magliana si punta tutto sulla cordata italiana, idea fissa del premier Silvio Berlusconi.
Bruno Ermolli, incaricato da Berlusconi di predisporre una soluzione per Alitalia, dovrebbe avere novità a breve. Anzi novità «importanti» come ha detto il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola.
Novità che mettono in allarme i sindacati, intenzionati a essere ricevuti dal governo per conoscere le prospettive della ex compagnia di bandiera, senza pace dal 1997 dopo la liberalizzazione dei cieli.
Non è detto, come alcuni sperano, che le novità possano arrivare da AirOne. Il patron Carlo Toto studia la questione, lo ha confermato, ma non ha ancora maturato un orientamento utile ad aprire una trattativa, a quanto si sa. Contatti con Ermolli? Toto non si sbottona, limitandosi a ripetere che nel suo quartier generale ad Alitalia si «continua a lavorarci». Questo in virtù di un «interesse che non è mai venuto meno».
Crede nelle cordate la Lega, con il sottosegretario alle Infrastrutture Roberto Castelli che si dice convinto dell'esistenza di «cordate disponibili». A una condizione, però. Gli imprenditori, del Nord si suppone, potrebbero muoversi solo se Alitalia andasse in amministrazione controllata per il dissesto dei conti. Circostanza non peregrina e che potrebbe verificarsi dopo lunedì, per quando è convocato il consiglio d'amministrazione in via della Magliana con all'ordine del giorno il bilancio 2007. Pesa, inoltre, l'incertezza della dirigenza. Il Tesoro potrebbe, secondo alcune fonti, nominare nuovi vertici a breve.
Troppe sono le variabili. I trecento milioni di euro che il governo è pronto a versare nelle casse di Alitalia potrebbero non essere sufficienti a dare ossigeno alla compagnia. E non è detto che la soluzione sia gradita a Bruxelles, sempre contraria agli aiuto di Stato. L'Europa attende chiarimenti entro il 30 maggio dopo di che dovrebbe emettere la sua sentenza.
Uno stato delle cose che non può che mettere in allarme i sindacati. Ieri le sigle del trasporto aereo hanno scritto al ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli per chiedere un incontro urgente.
Finora, chiariscono i leader sindacali, i rappresentanti dei lavoratori hanno scelto la pazienza per dare tempo al governo di insediarsi. Adesso è giunto il tempo delle risposte, secondo loro.

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