ROMA Riforma dei contratti subito. La chiede la nuova Confindustria di Emma Marcegaglia, la chiedono Cisl, Uil e Ugl, frena (o almeno non spinge) la Cgil ancora alle prese con un confronto interno tutt'altro che chiuso. La confederazione di Epifani ne discuterà alla fine della prossima settimana nella "tre giorni" della conferenza di organizzazione che si svolgerà alla nuova fiera di Roma. Non sarà certo una resa dei conti, ma neppure un dibattito scontato. Comunque farà slittare l'apertura del tavolo con gli industriali. In sostanza, la trattativa non potrà partire prima di giugno (probabilmente la seconda decade) anche se Bonanni e Angeletti sperano che la Marcegaglia stringa i tempi. Il passaggio tuttavia è delicatissimo perchè se industriali Cisl, Uil e Ugl sono pronti a sedersi immediatamente al tavolo, nella Cgil c'è chi (la sinistra che fa capo alla maggioranza della Fiom) annuncia barricate sull'ipotesi di potenziare i contratti di secondo livello a scapito di quelli nazionali. Gli altri sindacati non firmeranno mai - perchè non possono - con Confindustria accordi che non portino la firma di Epifani. Ma non sono neppure disposti ad attendere in eterno e comunque ostentano crescente disappunto rispetto ai "veti" che vengono imposti da corso d'Italia.
Il neo ministro del Welfare Sacconi, Bonanni e Angeletti avrebbero elaborato una ipotesi di lavoro per "convincere" la Cgil ad ammorbidire la propria posizione. La recente detassazione dei premi di produzione (con quella degli straordinari) verrebbe utilizzata come il classico grimaldello. Cerchiamo di spiegarne il meccanismo: se gli aumenti di produttività, legati a quelli salariali, non fossero definiti per legge al termine di un negoziato di tipo contrattuale, cioè tra sindacati e imprenditori, questi ultimi potrebbero decidere di erogare unilateralmente i premi stessi a fine anno. Non ha minacciato Montezemolo di voler firmare intese «con chi ci sta»? Non lo ha fatto Della Valle alla Tod's? Non potrebbero farlo altri? Premi che, ad personam o collettivi, darebbero l'identico risultato di un possibile accordo di 2° livello, ma che sfuggirebbero evidentemente alla gestione sindacale. Sacconi, Cisl e Uil, questa riflessione, l'avrebbero già fatta. E Sperano che la facciano anche Epifani e la Cgil.