Iscriviti OnLine
 

Pescara, 18/06/2026
Visitatore n. 755.067



Data: 25/05/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Fondi neri, la procura cerca 120 mila euro. L'ipotesi di accusa: sono i soldi delle imprese gestiti da Dezio per il partito

PESCARA. Ammontano a 120 mila euro i presunti fondi neri che Guido Dezio avrebbe ricevuto da un gruppo di imprenditori per conto del partito (all'epoca la Margherita): una somma ingente di cui gli inquirenti avrebbero trovato traccia nei documenti acquisiti nell'ufficio del dirigente comunale arrestato il 13 maggio scorso. Un foglio stampato al computer con un elenco di nomi e, accanto a ciascuno di questi, annotata a mano, la cifra che, secondo la procura, sarebbe stata corrisposta dall'impresa sottobanco, sfuggendo alle maglie rigide della normativa sul finanziamento ai partiti.
La lista scoperta dagli investigatori è stata trovata in una cartella molto ordinata conservata in un cassetto nell'ufficio di Dezio a Palazzo di città. Al suo interno, una serie di documenti relativi a versamenti regolari, distinti dagli altri (quelli che per la procura potrebbero essere illeciti) da una sorta di codice, una nota a margine che segnalava, per fare un esempio, i «bianchi» e i «neri».
Secondo i primi accertamenti, dei presunti contributi irregolari, che sarebbero stati sborsati in un mese preciso, aprile 2006, non risulterebbe traccia nei conti del partito. Sei gli imprenditori coinvolti che il sostituto procuratore Gennaro Varone ha iscritto nel registro degli indagati per finanziamento illecito ai partiti: una ipotesi di lavoro che finora sembra avere trovato alcune conferme nella documentazione acquisita nel corso delle perquisizioni.
Se, infatti, le «dazioni» sembrano non comparire nei bilanci delle società (come invece prevede espressamente la legge), alcuni assegni trovati durante le indagini condurrebbero a conti non meglio precisati che, per altre vie, potrebbero riportare al partito di cui Dezio è stato per un periodo il tesoriere. Il denaro, di questo gli investigatori sembrano certi, non sarebbe stato ricevuto a titolo personale, ma per conto dell'organizzazione da parte di una persona che, per un certo periodo, ha racchiuso in sè le due funzioni di tesoriere di partito e di dirigente comunale. Una ipotesi che potrebbe ricondurre a un livello politico superiore, senza escludere neppure quello nazionale, dal momento che nell'aprile del 2006, il periodo sotto esame, si tennero le elezioni politiche poi vinte dal centrosinistra guidato da Romano Prodi. In procura si parla di un vero e proprio «rastrellamento» di denaro: resta da capire, tuttavia, dove sia finito (anche se una parte sarebbe già stata rintracciata) e a che titolo venne corrisposto: gli inquirenti, insomma, non escludono che l'ipotesi del finanziamento illecito possa alleggerirsi, oppure aggravarsi (per esempio nel caso in cui venisse accertata la corruzione).
Nei giorni scorsi, su ordine del pm Varone, la polizia ha fatto «visita» agli imprenditori coinvolti, con l'acquisizione di documentazione utile alle indagini. Ieri, invece, è stata una giornata tranquilla sul fronte delle indagini, ma non sono escluse, nel corso della prossima settimana, nuove perquisizioni, anche se elementi importanti sarebbero già contenuti negli atti in mano alla procura. È questa, soprattutto, fanno capire a palazzo di giustizia, la fase dello studio e dell'analisi dei documenti che potrebbero portare a sviluppi inattesi.
Con la scoperta dell'elenco dei presunti fondi neri, si apre un nuovo, importante filone nell'inchiesta che ha portato all'arresto del braccio destro del sindaco Luciano D'Alfonso per concussione e tentata concussione, sulla base di una ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Luca De Ninis. La prima accusa è relativa a una presunta tangente di 10 mila euro pagata dal titolare della società di vigilanza «Aquila srl», la ditta che si occupa del servizio di vigilanza a palazzo di giustizia; la seconda riguarda invece il presunto tentativo di estorcere 20 mila euro alla società Di Pentima, che gestisce il bar del tribunale. Dezio è da 18 giorni agli arresti domiciliari. Davanti al gip e al pm, mercoledì scorso, dopo avere dichiarato la propria innocenza, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it