L'AQUILA. La guerra in seno all'Italia dei Valori, diventata lacerante sulla indicazione dell'uomo che entrerà nella nuova giunta Del Turco, potrebbe sfociare in un netto ridimensionamento della truppa dipietrista in Consiglio regionale, che oggi conta tre rappresentanti. Nel giro di qualche mese l'Idv potrebbe diventare un monogruppo. Una prospettiva che oggi potrebbe mettere a rischio l'ingresso in giunta del partito, uscito nei mesi scorsi dalla maggioranza.
Tutto ruota intorno alle decisioni dell'attuale capogruppo, Bruno Evangelista, sfiduciato nei giorni scorsi dal coordinatore regionale, Alfonso Mascitelli, fresco senatore, che ha indicato come nuovo capogruppo Augusto Di Stanislao, in corsa anche per un assessorato. Evangelista, che contesta la procedura di sfiducia (lo ha detto anche al presidente del Consiglio, Marino Roselli), ha ormai rotto con gli altri due dipietristi, e sta vagliando l'ipotesi uscire dall'Idv, transitando nel gruppo misto prima di entrare nel Pd. Ma non prima di aver sottratto un consigliere all'Italia dei Valori. Come? Facendo entrare in Consiglio regionale Cesare D'Alessandro (Margherita) e non il dipietrista Paolo Palomba, nel momento in cui il senatore Mascitelli si dimetterà da consigliere, carica incompatibile con il ruolo di parlamentare.
Il disegno di Evangelista, già pianificato, è possibile perché il capogruppo dell'Idv, eletto consigliere regionale nel listino, è anche primo nei non eletti nel collegio provinciale di Chieti; dimettendosi Mascitelli, Evangelista avrebbe diritto ad entrare in Consiglio con la quota provinciale. Optando per quella, si dimetterebbe dal listino nel quale entrerebbe D'Alessandro, primo dei non eletti su base regionale. In questo modo con Mascitelli e Palomba fuori, l'unico superstite dipietrista sarebbe Di Stanislao, ex Ds, confluito prima nell'Udeur e poi nell'Idv poco prima delle elezioni politiche di aprile nelle quali si è anche candidato.
Un disegno che invano i dipietristi a Roma hanno tentato di sventare invitando Evangelista, vicino a Del Turco e Marini, a scegliere il listino. Comunque, sulla infuocata situazione qualche elemento di chiarezza potrebbe arrivare dalla conferenza stampa che Antonio Di Pietro terrà stamani all'Aquila a palazzo dell'Emiciclo insieme ai vertici regionali, meno Evangelista non invitato.
Ma è certo che questa sarà una delle questioni più calde di una settimana politica incentrata sul Consiglio regionale straordinario sulla sanità in programma domani (nel corso della giornata Del Turco vedrà Gianni Letta a Roma per il deficit della sanità) e sul vertice di maggioranza per sottoscrivere il programma di fine legislatura fissata per mercoledì. Intanto, sulla vicenda Evangelista uno dei fondatori del partito in Abruzzo, si limita a dire: «Sono ancora il capogruppo e mercoledì mi presenterò come tale alla riunione di maggioranza. La procedura seguita per la mia rimozione è irrituale, la riunione del gruppo non mi è stata richiesta. Oltre al fatto che Di Stanislao dovrebbe dimettersi dalla presidenza della Commissione Attività Produttiva, incompatibile con il ruolo di capogruppo».