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Pescara, 18/06/2026
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Data: 28/05/2008
Testata giornalistica: Il Centro
E il Consiglio si blocca. Slitta a domani la seduta straordinaria. Delusi associazioni imprenditoriali e sindacati arrivati in forze all'Aquila

Approvati Dpefr e legge sul suolo

L'AQUILA. Nel piazzale dell'Emiciclo il termometro tocca i 30 gradi, ma dentro, sotto la nave rovesciata di Ceroli, si gela di noia. Doveva essere il consiglio straordinario della rabbia contro le tasse della sanità, è il consiglio ordinario della minestra riscaldata, delle mozioni sul Nepal e sulla Birmania, neanche lette in aula e neanche fotocopiate, e neppure ciclostilate, per i presenti. Passa distrattamente anche la mozione sulla chiusura della Cartiera Burgo, che invece dovrebbe accendere un minimo di passione politica. Si discute invece tra i banchi semivuoti dell'interpellanza di Antonio Verini sulla Sanatrix dell'Aquila (restituzione alla clinica dei 5 posti letto di ginecologia). Ma solo perché il consigliere ex Margherita, ora diniano della Federazione di Centro, minaccia di uscire dalla maggioranza, in assenza di un voto sull'interpellanza, assieme agli altri due consiglieri della Federazione: Liberato Aceto e Angelo Di Paolo.
Nel frattempo la riunione dei capigruppo decide di rinviare a domani alle 15 il consiglio straordinario sulla sanità, perché i giochi ormai sono già avviati, visto che Ottaviano Del Turco, dopo una mattiniera e rapida incursione in aula, è partito per Roma e ci resterà anche oggi, per trattare col governo.
Ne fanno le spese soprattutto le associazioni imprenditoriali e i sindacati, arrivati all'Aquila con le delegazioni al completo e rappresentate ai massimi livelli (presidenti, direttori e segretari regionali), per manifestare le preoccupazioni delle imprese abruzzesi per il rischio di un aumento delle tasse.
Arrivano Calogero Marrollo (Confindustria), Maurizio Spina (Cisl), Ezio Ardizzi (Confcommercio), Gianni Di Cesare (Cgil), Roberto Campo (Uil), e tutti gli altri di Confesercenti, Cna, Confartigianato, Coldiretti, Cia. Ma sono costretti a una lunghissima anticamera per parlare col presidente del Consiglio Marino Roselli (impegnato in aula ad evitare che l'ennesima mancanza del numero legale faccia saltare definitivamente la seduta), e praticamente ignorati dai capigruppo. L'incolpevole Roselli rimedia con un caloroso comunicato: «Ho particolarmente apprezzato l'apertura al colloquio da parte dei rappresentanti di categoria. Il momento è molto delicato ed è necessario che si faccia un fronte comune per tentare di risolvere il problema che maggiormente attanaglia la nostra regione, quello del debito sanitario».
Alla fine il bilancio della giornata è davvero magro. Passa il Dpefr, il Documento di Programmazione economico e finanziario, atto certamente importante, peccato che arrivi con sette mesi di ritardo sul passaggio in giunta (in effetti doveva essere propedeutico alla Finanziaria regionale 2008, approvata a dicembre). Il documento risulta inevitabilmente invecchiato, come fanno notare nei loro interventi i consiglieri d'opposizione Giorgio De Matteis (Mpa), Giuseppe Tagliente e Nazario Pagano, che chiedono un rinvio del voto in considerazione soprattutto della partita ancora aperta sulla sanità. Passano senza discussione anche l'importante norma sulla difesa del suolo e la legge sulla "trasformazione e la lavorazione di minimi quantitativi di prodotti agricoli". (a.d.f.)

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