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Data: 29/05/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Centrosinistra, intesa sul programma. Del Turco media e ha l'ok Sulla giunta rinvio a martedì

L'AQUILA. Il presidente Ottaviano Del Turco in camicia, bretelle e maniche rimboccate, segno che è il gioco si fa duro. Accanto il segretario del Pd, Luciano D'Alfonso in giacca e cravatta, concentrato a leggere i documenti. Attorno al grande tavolo gli esponenti della maggioranza, segretari, assessori e capigruppo, che ascoltano con espressioni di interesse ma anche di dubbio. Ieri il presidente Del Turco ha ottenuto, dopo giorni di mediazioni, una vittoria. Il programma di fine legislatura a cui ha lavorato, ha avuto il via libera dalla maggioranza che ora si ricompatta.
Il film della riunione racconta che il presidente è stato convincente. Ha usato toni comprensivi: un filo di ottimismo sui conti della sanità. Dall'incontro di Governo tenuto martedì con Gianni Letta ha raccontato di aver strappato la caduta dell'automatismo «tra deficit e nuove tasse». Ha limato il tema spinoso dei termovalorizzatori, questione rinviata. Per ora i soldi disponibili andranno agli impianti di compostaggio e per la raccolta differenziata. Due i distinguo fatti al termine della relazione. Il primo sollevato da Rifondazione: niente indagati in giunta, il che pur senza nominarlo è stato un «no» a Donato Di Matteo, capogruppo del Pd, dirigente Aca, finito nei guai per il sito inquinato di Bussi. Di Matteo non ha replicato, anche perchè di indagati in giunta per questioni legate alla sanità, ci sono altri sette assessori. Seconda questione, il rimpasto dell'esecutivo non va avanti. Nella riunione c'è stata la corale difesa dell'assessore del PdCi, Fernando Fabbiani che rischia il posto. Più in generale è stato chiesto che il centrosinistra rimanga in giunta con la stessa delegazione. Le scelte spetteranno a Del Turco che incontrerà i partiti esporrà loro le sue indicazioni ed infine, martedì tre giugno, annuncerà programmma e assessori durante la seduta del Consiglio. Anche su questo il presidente ha avuto il via libera. Ad ascoltarlo per l'Italia dei Valori, c'erano due capigruppo, quello vecchio, Bruno Evangelista e quello nuovo, Augusto Di Stanislao. La strategia dell'Ivd, però sembra scontata. Niente ingresso in giunta, al massimo il ritorno in maggioranza ma con molti paletti. Rifondazione, che prima appariva la più severa nei confronti di Del Turco ieri ha sottolineato i passi avanti. «Fin qui bene», sottolinea il segretario Marco Gelmini, «andiamo avanti nella discussione. Ci auguriamo cose buone per la sanità e una fumata bianca per la giunta».
Da sfondo all'incontro la crisi dell'Italia dei Valori che rischia di far saltare tutte le previsioni. Ieri durante la riunione non ci sono stati interventi dei due capigruppo, ma il braccio di ferro nel partito si è fatto ancora più duro e velenoso. Evangelista, dopo essere stato estromesso da capogruppo medita l'uscita dall'IdV. Se lo farà permetterà ad un consigliere del Pd, il primo dei non eletti nel listino, Cesare D'Alessandro di entrare in Consiglio e lui stesso passare poi al Pd. La delegazione dell'Idv, in questo caso, si ridurrà, passando da tre consiglieri ad uno solo.

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