AVEZZANO - La decisione del Governo di "cancellare" i fondi destinati al miglioramento del trasporto in Abruzzo ha scatenato reazioni sia a sinistra, sia a destra. «È irragionevole e irresponsabile la decisione del Governo Berlusconi di spazzare via il finanziamento di 168 milioni di euro per l'ammodernamento della tratta ferroviaria Avezzano-Roma» dichiarano i senatori del Pd Luigi Lusi, vice presidente della Commissione Bilancio, allora primo firmatario dell'emendamento alla Finanziaria del Governo Prodi approvato lo scorso 3 novembre dalla Commissione Bilancio del Senato, e Giovanni Legnini, che fu relatore nella stessa commissione per la Finanziaria 2008. Sostennero e difesero, fino a farla inserire nella legge Finanziaria di quest'anno, la norma con la quale veniva determinato lo stanziamento per la migliore efficacia ed efficienza delle comunicazioni ferroviarie tra l'Abruzzo e la Capitale, e per le quali veniva autorizzata la spesa di 56 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010, con vincolo di destinazione per la tratta Avezzano-Roma. «Con questa grave e assurda decisione -affermano i parlamentari del Pd- il Governo di destra del presidente Berlusconi chiarisce quanta considerazione abbia per i lavoratori e gli studenti pendolari che quotidianamente si recano nella Capitale con molti disagi». Interviene anche Tommaso Ginoble, neo eletto nel Pd e assessore regionale uscente ai Trasporti: «Il Governo Berlusconi non ha tagliato soltanto i 168 milioni di euro vincolati alla ferrovia Avezzano-Roma, ma anche altri fondi, molto rilevanti, destinati allo sviluppo del trasporto pubblico locale, al potenziamento delle autostrade del mare e al piano sicurezza stradale, penalizzando così la nostra regione. Evidentemente -chiosa Ginoble- la mancanza di ministri o sottosegretari abruzzesi, l'incapacità dei deputati del Pdl di difendere gli interessi regionali, hanno consentito l'esproprio di consistenti finanziamenti destinati all'Abruzzo, una regione "fantasma" nella rappresentanza di Governo». Anche il Popolo delle Libertà è in rivolta e otto parlamentari abruzzesi, Sabatino Aracu, Carla Castellani, Giampiero Catone, Marcello De Angelis, Giovanni Dell'Elce, Paola Pelino, Maurizio Scelli e Daniele Toto, sostengono che chiederanno «il ripristino dei fondi destinati all'ammodernamento della linea ferroviaria Pescara-Roma, partendo da quelli inerenti la tratta Avezzano-Roma e garanzia per una maggiore attenzione di questo Governo soprattutto per le aree interne, potenziando le vecchie infrastrutture». «Con questo provvedimento -spiega il segretario provinciale del Pd aquilano Michele Fina- viene annullato il prezioso lavoro dei parlamentari del Pd nella passata legislatura. Sono bastati pochi giorni di Governo per annullare un importante investimento che poteva ammodernare la tratta e ridare slancio e coraggio a una regione come la nostra. I parlamentari abruzzesi del Pdl con colpevole ritardo chiedono il ripristino dei fondi? Loro soprattutto dovevano prevenire questa offesa, non chiedere di porvi rimedio oggi». Appello della presidente della Provincia dell'Aquila, Stefania Pezzopane, ai parlamentari abruzzesi, al sottosegretario Gianni Letta e al ministro ai Trasporti. Interventi, infine, anche di Luigi Arbore Mascia e Lorenzo Sospiri, rispettivamente capogruppo e consigliere del Pdl al Comune di Pescara.