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Pescara, 16/06/2026
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Data: 30/05/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Del Turco: «Sì, sono preoccupato» Il governatore tende la mano al centrodestra per fermare le nuove tasse

L'AQUILA - «Io non so come questa storia andrà a finire, perciò sono preoccupato. Siamo rimasti d'accordo che il Governo rifarà i conti. In ogni caso la soluzione politica dovrà arrivare prima dell'8 giugno». Ottaviano Del Turco mette da parte la proverbiale sicurezza, dice che sulla possibilità di bloccare un nuovo aumento delle tasse regionali per i debiti della sanità non vi sono certezze, e fa appello all'opposizione per un'azione comune che convinca il Governo a trovare una via d'uscita. Un'altra imposizione fiscale graverebbe «in maniera insopportabile e ingiusta» su famiglie e aziende abruzzesi. Nel suo intervento che chiude il dibattito in Consiglio regionale, il governatore dice che la situazione è seria e come tale va affrontata: «Sono in gioco gli interessi della nostra gente. Per questo abbiamo il bisogno di fare arrivare agli abruzzesi un messaggio unitario. Questa vicenda, se andasse storta, non salverebbe nessuno. Né noi della maggioranza, né voi dell'opposizione». Aveva esordito dicendo ancora una volta che non avrebbe accettato «nuove tasse per la mia regione e se così sarà io non sarò al mio posto, perché sì tratterebbe di un'imposizione odiosa e ingiusta». L'intervento di Del Turco è giunto in parte inatteso. La mano tesa al centrodestra, che in parte non si è sottratto al dialogo, è una conferma. Il governatore ha messo da parte le polemiche, specie quella di aver raccolto un'eredità pesante anche se ha voluto ricordarlo sia pure con una battuta. Ed ha detto con chiarezza di assumersi per intero la responsabilità del debito della sanità per continuità amministrativa. Alla fine l'assemblea ha votato una risoluzione del centrosinistra (7 contrari, 3 astenuti) che «impegna presidente e Giunta regionale ad attivare tutte le iniziative istituzionali e politiche al fine di consentire che gli obiettivi del Piano di rientro della sanità siano conseguiti senza ricorso al maggior prelievo fiscale, il cui onere sarebbe insostenibile per l'economia regionale». La seduta è stata aperta dall'ex governatore Giovanni Pace che ha attaccato i vertici del centrosinistra e l'ex ministro Livia Turco che «hanno mancato di far conoscere agli abruzzesi la drammaticità della situazione della sanità, di cui erano a conoscenza da fine marzo». Pace ha tuttavia assicurato che farà la propria parte per sostenere l'Abruzzo «in questo difficile momento». Sono intervenuti Angelo Orlando («C'è aria di buonismo paludoso»), Gianni Melilla («Serve un'azione condivisa di tutto il Consiglio»), Walter Caporale, Vito Domenici, Alfredo Castiglione («Il vero sconfitto è il popolo abruzzese»), Nazario Pagano («Del Turco la smetta di addossare tutte le colpe al centrodestra»).





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