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Data: 31/05/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Alitalia, la regia passa al governo Tremonti: svolta necessaria. Intesa Sanpaolo sarà l'advisor

ROMA. Sarà il Consiglio dei ministri ad individuare un nuovo azionista che possa salvare Alitalia. Intesa Sanpaolo sarà l'advisor dell'operazione. In extremis, per il terzo tentativo dopo due fallimenti di cedere la quota di controllo del Tesoro, il governo ha deciso una svolta netta: dopo «18 mesi di infruttuosi tentativi di cessione», spiega il ministro Tremonti, Alitalia «non è privatizzabile secondo i meccanismi e le procedure che il legislatore ha previsto negli anni passati».
Il decreto che riapre il dossier privatizzazione, approvato dal Consiglio dei ministri, dà ampia libertà di azione al governo, che assume direttamente la regia dell'operazione, con «deroghe specifiche» alle procedure imposte «da una situazione di «eccezionalità e urgenza giustificate dal progressivo deteriorarsi della situazione di Alitalia, che esclude la possibilità di ricorrere a procedure ordinarie».
Tremonti lo sottolinea dopo aver spiegato che la norma inserita dal governo nel decreto fiscale, che consente l'utilizzo del prestito di 300 milioni del governo per tamponare l'erosione del capitale per perdite sotto il minimo legale, ha disinnescato il rischio di liquidazione con gli amministratori già sul punto di portare i libri in Tribunale. Così, con il nuovo tentativo di cedere il controllo ad un nuovo azionista che possa portare risorse e strategie «per un forte e credibile piano di rilancio», il governo si assume direttamente e collegialmente il compito di individuare, «uno o più soggetti che possano concorrere ad una offerta» per Alitalia. E, per le deroghe inserite nel decreto, il governo potrà farlo libero dagli obblighi di informazione al mercato previsti per le società quotate in Borsa. Una volta individuato dal governo, ha spiegato ancora Tremonti, il potenziale acquirente potrà «acquisire le informazioni che ritiene necessarie presso la società Alitalia». Per le regole attuali, e per il fatto che il Tesoro non aveva ancora indicato come muoversi, il Cda nelle scorse settimane aveva risposto no alla richiesta di due diligence avanzata da Bruno Ermolli, il superconsulente che su mandato del Presidente del Consiglio ha studiato il progetto di cordata italiana promosso in campagna elettorale.
AirOne resta attenta al dossier. Mentre l'ad di Fondiaria Sai, Fausto Marchionni, ribadisce l'interesse a partecipare ad una cordata: «La nostra posizione è sempre la stessa: aspetto di vedere i conti, i dati e come sarà l'opportunità». I fari sono ora ovviamente puntati sui possibili candidati, e sui nomi da settimane al centro di una girandola di indiscrezioni: Benetton, Colaninno, Riva, Fossati, Aponte, Ligresti, Radici.
C'è attenzione anche sul ruolo di Intesa Sanpaolo che, dopo un primo via libera del Consiglio dei ministri, avrà mercoledì 3 giugno il mandato di advisor dal cda di Alitalia. Sarà anche in una cordata?
«Dipende da Intesa», dice Tremonti.

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