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Pescara, 16/06/2026
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Data: 01/06/2008
Testata giornalistica: L'Unit
Epifani alla Cgil: «Non giochiamo in difesa»

«Rischiare». Guglielmo Epifani chiude al conferenza organizzativa della Cgil e chiede al sindacato di non «giocare in difesa», di non «stare fermo». Parla a tutti, ma parla soprattutto alla minoranza interna, alla Fiom, quella con cui in quest'ultimo periodo ha avuto dissidi piuttosto forti, culminati nell'espulsione di alcuni dirigenti milanesi.

Ma Epifani non ha vuole fare polemiche, «avremo pure problemi - dice - ma ci sono contraddizioni anche per altri: cogliamole - esorta - per esempio le vedo in Confindustria e anche nel Governo, sfidiamoli e chissà se queste contraddizioni non aprano qualche problema».

Confindustria e governo, sono loro i nemici. Ed è su di loro che bisogna concentrare le energie. Il confronto su cui la Cgil ora è più impegnata è quello per la riforma della pubblica amministrazione: nei giorni scorsi Epifani ha abbandonato il tavolo della trattativa, ma ora spiega che «la Cgil è pronta, ma non si può fare una riforma con la legge, tornando agli anni '70 quando la politica si impadroniva di tutti i settori pubblici, ma contrattando, utilizzando la leva del contratto. Ma lo sapete - dice ai suoi - che il 95% delle cose che ha messo Brunetta nella riforme sono normate nei contratti collettivi nazionali? Le abbiamo già fatte, quelle cose, il problema è esigerle. La nostra - conclude - non è una battaglia di retroguardia, siamo noi a pretendere che si realizzino».

Insomma, Epifani ci tiene a ribadire il ruolo della Cgil, che quando «un'organizzazione pesa, conta e ha la sua autonomia, dà fastidio». La sfida da affrontare ora è soprattutto quella per il rialzo del potere d'acquisto dei lavoratori: la Cgil, insieme a Cisl e Uil, presenterà al governo la sua piattaforma prima del Dpef. E se non ci saranno risposte, non si esclude lo sciopero generale: «Pensate che se il governo non farà nulla - dice Epifani - staremo con le mani in mano?».

I primi passi dell'esecutivo, d'altronde, non sono piaciuti al sindacato, in particolare la scelta di cominciare dalla detassazione degli straordinari: «Bisognava partire dalla restituzione fiscale a lavoratori e pensionati, perché con questa inflazione così alta - ricorda Epifani - la condizione delle persone più deboli torna a diventare più difficile. Attenzione - conclude - a questa miscela esplosiva». Epifani è soddisfatto che anche il governatore di Bankitalia Mario Draghi «questa volta ha messo l'accento, come c'era bisogno, anche sul tema dei redditi e anche lui - ricorda Epifani - propone un alleggerimento fiscale sui redditi da lavoro dipendente e pensioni».

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