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Pescara, 16/06/2026
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Data: 03/06/2008
Testata giornalistica: Il Centro
«Alla Sangritana restino i treni». No alla fusione regionale con Arpa e Gtm: la città si mobilita

Il caso all'esame del consiglio dell'Emiciclo La Morgia (Pd): «Sbagliato cancellarla» Gargarella (Udc): capitale da salvaguardare

LANCIANO. La città erige barricate in difesa della Sangritana. Il rischio che l'azienda frentana venga inglobata e sparisca nel progetto di fusione delle tre società di trasporto regionali - le altre due sono Arpa e Gtm - non va giù ad amministratori e rappresentanti locali, che chiedono di salvaguardare il settore ferrovia. Sul caso si riunisce oggi, all'Aquila, il consiglio regionale straordinario.
La convocazione è stata chiesta dal capogruppo regionale dei Verdi, Walter Caporale, e da altri undici consiglieri dell'Emiciclo. All'ordine del giorno c'è anche l'interpellanza firmata da Angelo Orlando (Prc) e Maria Rosaria La Morgia (Pd).
«Un riordino del trasporto regionale è auspicabile, ma è necessario mantenere intatte le caratteristiche di una "società della ferrovia», sostiene la La Morgia, «peculiarità di cui è custode la Sangritana: incorporarla e annullarla nella società unica sarebbe dannoso, non tanto per un discorso campanilistico, quanto di razionalizzazione».
Ma per Lanciano è anche, e soprattutto, una questione di origini e tradizioni. La Sangritana è nata quasi un secolo fa - nel 1912 - ed ha rappresentato lavoro e sviluppo per l'intera area frentana.
Nei giorni scorsi il sindaco, Filippo Paolini (Pdl-Fi), ha annunciato che sui trasporti sarà convocato un consiglio comunale ad hoc. «La Sangritana è di Lanciano e deve rimanere tale», dice il consigliere di maggioranza Roberto Gargarella (Udc), che ha analizzato la bozza di razionalizzazione societaria realizzata dalla Kpmg Advisory per conto della Regione. «L'allarme è alto, si rischia la cancellazione della società», mette in guardia il consigliere, «ma questo è impensabile con il capitale e l'esperienza quasi secolare che la Sangritana rappresenta per tutto l'Abruzzo. Siamo preoccupati dalle intenzioni della giunta regionale».
In questi anni la Sangritana ha rappresentato un po' il pomo della discordia tra la Regione e il Comune: prima la nomina del nuovo consiglio di amministrazione dell'azienda con l'esclusione di rappresentanti lancianesi (alcuni erano in lizza per la presidenza, andata poi a Loredana Di Lorenzo, di Francavilla, all'epoca dirigente regionale della Margherita); poi il progetto della Stu - la cosiddetta società di trasformazione urbana - per la vecchia stazione mai avallato dalla Regione; e adesso il caso della holding dei trasporti.
«Il dissenso della maggioranza di centrodestra verso la Regione si è acuito con la questione della Stu, che vorrebbe palazzi al posto delle aree di risulta», nota il consigliere di opposizione Pasquale Sasso (Pd), «il problema del riordino dei trasporti però esiste. Tenendo separati gomma e ferro, con la Sangritana gestore di quest'ultimo, l'idea di una nuova società non è sbagliata. Però l'azienda deve rimanere con il suo nome, la sua storia e le sue funzioni. Il trasporto su gomma si può anche accentrare a Pescara. Sono certo che prevarrà il buon senso», confida Sasso, «e magari, in previsione di questa nuova società, Lanciano potrà ritrovare una rappresentanza nel consiglio di amministrazione».

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