L'AQUILA. Il salto è stato da ostacolista, lo scatto da velocista. Sono bastati quattro balzi al sindaco di Roccamontepiano, Adamo Carulli (Pd), per raggiungere dalla tribuna dei visitatori lo scranno del presidente Ottaviano Del Turco, durante il discorso sul rimpasto. «Presidente tu non ascolti i sindaci», gli ha gridato mostrando i fogli con la raccolta di firme di una cinquantina di sindaci amministratori e dirigenti politici di centrosinistra e centrodestra contro la rimozione di Franco Caramanico da assessore regionale all'Ambiente. «E io sono un sindaco», ha aggiunto Carulli indossando la fascia tricolore».
Dopo alcuni atitmi di sorpresa Carulli è stato fermato, tra gli altri, proprio dall'assessore Caramanico, ed è stato fatto riaccomodare tra i banchi. L'azione di protesta è stata motivata dallo stesso sindaco dal diniego di un incontro chiesto al presidente Del Turco e al sindaco di Pescara e segretario regionale del Pd, Luciano D'Alfonso. «Un gruppo di 50 sindaci ha chiesto un confronto con Del Turco e D'Alfonso», ha spiegato Carulli, «per testimoniare l'apprezzamento al lavoro fatto da Caramanico che ha dimostrato di essere all'altezza della situazione, ma non ci è stata data udienza. Le ragioni dei sindaci non vengono ascoltate. Del Turco parla solo con il sindaco D'Alfonso».
L'azione di protesta del sindaco è scattata proprio quando Del Turco stava parlando dell'impegno dei sindaci nell'ambito della riforma del ciclo idrico integrato. Tornata la calma Del Turco ha chiesto di parlare con Carulli e insieme hanno preso un caffé al bar dell'Emiciclo.
Intanto si registrano le prime reazioni. Ieri sera il sindaco di Guardiagrele Mario Palmerio si è dimesso da coordinatore locale del Partito democratico. «Ricevo telefonate da tutto il territorio», spiega, «per noi l'allontanamento di Caramanico è una brutta botta. Fino all'ultimo si pensava che non accadesse. Caramanico d'altronde si era avvicinato al Pd, è un assessore che ha lavorato bene, si è dato da fare in un settore cruciale per l'Abruzzo».