Iscriviti OnLine
 

Pescara, 17/06/2026
Visitatore n. 755.036



Data: 04/06/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Sanità, l'Abruzzo cerca alleati. Del Turco: con le Regioni difenderemo il nostro piano

L'AQUILA. «Prima di giovedì non me ne vado. Voglio difendere le ragioni dell'Abruzzo. Poi lascerò ai transumanti decidere le sorti della politica abruzzese». Con queste parole Ottaviano Del Turco ha rimesso ieri al centro del dibattito in consiglio regionale la questione del debito della sanità. Giovedì è una data cruciale perché a Roma si riunisce la Conferenza nazionale delle Regioni sotto la presidenza di Vasco Errani. Tra gli argomenti ci sarà la questione dei piani sanitari e in primo luogo il tentativo dell'Abruzzo di evitare nuove tasse.
Poi nel pomeriggio, i presidenti incontreranno il premier Berlusconi. Errani cercherà di trovare l'unanimità delle regioni sulle proposte dell'Abruzzo per evitare le supertasse, unanimità necessaria, altrimenti dice Del Turco, «il governo decide da solo». E quello che non può decidere, dice il presidente, è un aumento delle tasse o l'invio di un commissario. Perché sarebbe un disastro per l'economia regionale. La linea dell'Abruzzo è di chiedere un prestito al governo da rimborsare in 30 anni e di prolungare di due anni il piano di rientro.
«Se si prestano i soldi ad Alitalia perché non si possono prestare alla regione Abruzzo?», si chiede Del Turco. «Vogliamo pagare i debiti fino all'ultimo rateizzando la somma, ma vogliamo che si chiuda la fase che ad ogni momento di difficoltà delle regioni ci si trovi un funzionario che mette nuove tasse. L'ho detto a Letta: un federalismo fiscale che si nutra di commissari e di tasse non è una buona idea». Certo, ammette il presidente, «ci sono difficoltà ma tra le regioni va trovato un punto di equilibrio».
La situazione dell'Abruzzo, ma anche del Lazio, che pare salva dalle tasse ma non dal commissario (l'extradeficit del 2008 arriva a 500 milioni), potrebbe essere presto una situazione comune ad altre Regioni, come Piemonte e la Puglia, che stanno viaggiando verso una procedura d'infrazione. Su questo punteranno Errani e Del Turco per convincere le Regioni più virtuose, quelle meno disponibili a cedere sul versante del rigore. «Non a caso Berlusconi intelligentemente ha cominciato a parlare di federalismo fiscale solidale», spiega Del Turco, «per evitare il pasticcio tremendo che si creerebbe se si andasse sul terreno della Lega. Se ne sono accorti sei regioni del Sud. Noi non partiamo lancia in resta contro il federalismo fiscale, cerchiamo un accordo sulla base dell'aggettivo solidale».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it