D'accordo il presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker e il commissario Joaquin Almunia
LUSSEMBURGO. Una tassa straordinaria sui profitti delle compagnie petrolifere e con i soldi ricavati provvedimenti per le fasce più povere della popolazione. L'idea forte di Giulio Tremonti è questa, una «imposta etica», dice. «Una tassa alla Robin Hood, prendere ai ricchi, a chi ha fatto profitti con l'aumento vertiginoso del petrolio, e dare ai poveri». E non ci sarà uno Sceriffo di Nottingham, leggi la Commissione europea, che si potrà mettere di mezzo, perché le politiche fiscali sono appannaggio esclusivo di ogni stato membro della Ue. Anche il presidente dell'Eurogruppo, Jean Claude Juncker, si dice «personalmente favorevole» alla «Robin tax». Così il ministro alla fine della riunione del Lussemburgo.
«In questo Ecofin si è discusso di qualcosa che solo tre anni fa sarebbe stato impensabile discutere: di burro, di pane, di pollame, di bisogno e di povertà. Per uno come me che nel 1995 ha scritto "Il fantasma della povertà" è un fatto incredibile. Purtroppo ora quel fantasma lo vedono tutti. Così si è scritta e votata una lettera per raccomandare al prossimo Consiglio d'Europa (19-20 giugno) di affrontare il tema». La «Robin tax», fa capire Tremonti potrebbe arrivare presto. Inserita nel provvedimento legislativo che anticiperà la Finanziaria e accompagnerà il Dpef tra fine mese e luglio: «E' un'ipotesi su cui stiamo ragionando», spiega, «la gente che ha fame non aspetta».
Che tipo di tassazione si farà? «Sarà una tassazione generalizzata - assicura - non distorsiva della concorrenza. Sarà applicata a tutti i petrolieri, di qualunque parte siano». I tecnici sono già al lavoro da tempo: «La stiamo studiando, stiamo ragionando», anche se ci vuole un po' di tempo: «Perché anche Robin Hood - scherza - prima si è trovato la foresta, la strada, e poi si è organizzato».
Certo gioca su tutto anche la speculazione: «Nel prezzo della benzina che paghiamo alla pompa - dice Tremonti - c'è il barile, ma c'è anche una bella bottiglia di champagne sopra, è la speculazione. L'Ecofin manderà una lettera ai governi chiedendo maggiori controlli sugli speculatori. Per questi motivi giudichiamo giusta, etica, la tassa sui profitti delle compagnie che si occupano di produzione e distribuzione di prodotti petroliferi».
La Francia aveva proposto di intervenire sull'Iva alla pompa per far abbassare i prezzi, una soluzione esclusa già nel 2005 alla riunione dei ministri dell'economia di Manchester. Il ministro dell'Economia francese, Christine Lagarde, giudica «intelligente e certo popolare» l'idea di Tremonti, ma mette in guardia su «possibili ricadute che la misura potrebbe avere anche in riferimento agli investimenti delle compagnie». «Povere compagnie - commenta Tremonti a chi gli riferisce il dubbio - E poi il mercato è così efficiente!». Come dire che di investimenti se ne vedono pochi. La questione è anche a chi destinare i soldi incassati. «Un ministro - cita ancora il titolare dell'Economia - durante l'Ecofin ha detto "una parte della mia popolazione va a letto affamata". Nel documento si parla di chi è il "più sottoprivilegiato", degli ultimi. Interverremo con loro». E' anche l'unico modo possibile di contrastare il caro prezzi, una sovvenzione distribuita per categorie, per esempio ai pescatori o agli autotrasportatori più toccati dal caro gasolio, non sarebbe ammissibile. «Distribuire un assegno a fasce deboli della popolazione non contrasta con le regole della Ue, non è un aiuto di Stato», si fa sapere dallo staff di Almunia.