L'AQUILA.Prosegue senza sosta l'inchiesta della procura aquilana in relazione alle assunzioni con presunte modalità clientelari di circa 260 precari in Regione. Si è appreso, infatti, che nelle settimane scorse, dopo alcune precedenti acquisizioni di atti, sono stati chiesti dalla Pg al Servizio risorse umane tutti i singoli contratti di assunzione di Co.co.co e consulenti finiti nel mirino dell'inchiesta denominata «parentopoli». Il Servizio risorse umane, per questa ragione, a sua volta ha chiesto gli incartamenti a tutte le direzioni interessate per inviarli alla pg.
In tal modo gli investigatori possono avere un quadro completo del complesso materiale sul quale investigare anche se i contratti che maggiormente suscitano interesse investigativo sarebbero una ventina. Si tratta di contratti di assunzione di giovani che risulterebbero essere amici o parenti di dirigenti regionali o politici. L'inchiesta, secondo quanto si è appreso, è stata avviata inizialmente sulla scorta di numerosi articoli di stampa che gli investigatori hanno considerato una notitia criminis al punto da aprirvi un fascicolo. Contemporaneamente alle critiche delle opposizioni c'è stata anche una mozione del consigliere di Forza Italia, Giuseppe Tagliente, che è stata trasmessa in procura e che poi ha indotto gli investigatori ad ascoltare lo stesso consigliere regionale come persona informata sui fatti.
«Si è trattato di una infornata di gente fatta senza alcun criterio», disse all'epoca Giuseppe Tagliente in relazione alla sua iniziativa, «e di fronte a una sequenza di un numero eccessivo di coincidenze tra assunzioni e parentele, un'ingiustizia nei confronti di chi è escluso da questi giochi, ho deciso di inviare la mia mozione alla procura». Lo stesso consigliere forzista aveva diffuso l'elenco dei 260 precari della giunta regionale, un terzo dei quali assunti con contratto a progetto all'inizio della legislatura e riconfermati in attesa delle selezioni, segnalando, appunto, la presenza di una ventina di nomi di parenti di funzionari e dirigenti regionali o amici di esponenti della attuale giunta di centrosinistra. Per Tagliente, inoltre, non risultava che siano sempre state adottate in giunta, per le stabilizzazioni, le selezioni pubbliche. Sono poi giunte in procura delle lettere che, per quanto anonime, sembrano redatte da persone molto ben informate che possono chiarire alcuni passaggi forse poco noti alla polizia giudiziaria.