Il presidente ottiene l'aiuto delle Regioni «Non faremo pesare su nessuno i nostri bilanci in rosso, ma faremo altri sforzi»
L'AQUILA. Non è stata una vittoria, ma per Del Turco, la sua giunta e la maggioranza di centrosinistra è una boccata di ossigeno vitale. Ieri per i debiti della sanità, il presidente non è stato commissariato, come invece già auspicavano dal centrodestra, mentre gli abruzzesi non dovranno pagare nuove tasse per ripianare il deficit delle Asl.
La strada però è ancora tutta in salita. Il Governo nei prossimi giorni darà il suo responso.
Negli auspici della giunta ci sono due opzioni: un mutuo a 30 anni per diluire il l'extra debito di 196 milioni emerso dai conti del 2006; oppure l'allungamento di un anno del piano di rientro, 2007-09, che passerebbe al 2010.
Il Governo alla luce dei conti però potrebbe decidere anche per una soluzione più drastica, insediare nella giunta regionale un Commissario che avrebbe il compito di far rispettare quanto sottoscritto, e, anche, imporre nuove tasse all'Abruzzo. Il Governo nazionale ieri sera ha comunque preso atto di due questioni: la buona volontà della Regione nel voler rientrare dal deficit e il sostegno offerto all'Abruzzo durante la Conferenza delle Regioni presieduta da Vasco Errani, che pur con sfumature diverse hanno apprezzato gli sforzi fatti.
«Il Governo sta esaminando con attenzione le proposte formulate dall'Abruzzo, per evitare un colpo durissimo alla economia e alle condizioni di vita di tutti i cittadini che si produrrebbe con il commissariamento della sanità e le conseguenti decisioni in materia fiscale», ha commentato il presidente Ottaviano Del Turco a botta calda al termine del vertice a Palazzo Chigi tenuto alla presenza del presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, del sottosegretario Gianni Letta, del ministro per l'Economia, Giulio Tremonti, del ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto e del sottosegretario all'economia, Giuseppe Vegas, «l'esame dei risultati prodotti dal piano di rientro è il nostro argomento più convincente».
Del Turco, come sottolineano dal suo staff ha spiegato la difficile situazione dell'Abruzzo, ricordando il rischio di una crisi che si sarebbe abbattuta sull'economia regionale.
«La Regione Abruzzo», ha detto Del Turco, «e la sua economia, non potrebbero reggere un urto così rilevante sul piano dei rapporti istituzionali con il Governo nazionale e su quello pesantissimo delle conseguenze economiche mentre si annuncia una fase difficile del ciclo economico dell'Europa e del mondo. Non vogliamo far pesare su nessuna Regione e sul governo nazionale il nostro deficit. Vogliamo solo proseguire il nostro sforzo e portare la regione lontano dai guai prodotti da una politica della sanità che ha generato guasti e debiti».
Questo, in sintesi, lo stato dell'arte dei conti rappresentato al Governo. L'Abruzzo per la sanità spende 2 miliardi, 050 milioni di euro l'anno. Il deficit arretrato era di 1 miliardo 900 milioni, secondo i calcoli del centrosinistra il debito è maturato dal 2001-2005; dal 2007, per l'applicazione del piano di rientro, il deficit è iniziato a scendere e il pareggio dovrà esserci nel 2009. Il problema è nato che dai conti del 2006 sono emersi altri 196 milioni di deficit, e su questa cifra l'Abruzzo ha chiesto un anno di proroga o la rateizzazione.
Durante l'incontro a Palazzo Chigi, Del Turco aveva in tasca un documento del tavolo tecnico del Comitato permanente per la verifica dei livelli essenziali di assistenza.
Nel verbale dell'incontro fatto il 21 maggio scorso si legge che entro il 30 giugno la Regione avrebbe dovuto recuperare altri 24 milioni di euro per centrare l'obiettivo di 105 milioni, ma nel contempo si dava atto alla Regione Abruzzo di aver provveduto positivamente «al riequilibrio ospedale territorio, al riequilibrio nell'erogazione dei livelli essenziali di assistenza, al governo della dinamica dei costi, al miglioramento del sistema informativo, al processo di accreditamento delle strutture».