Errani (Emilia): il governo rispetti i patti
ROMA. Tagliare i treni locali. Per Mauro Moretti, amministratore delegato delle Ferrovie, il rischio è questo. Tagliare perché le Regioni non pagano i due terzi di costi di loro spettanza. «Se si faranno tagli a danno dei pendolari - dicono Federconsumatori e Adusbef - siamo pronti all'azione collettiva contro le Ferrovie e alla protesta sociale contro il governo».
Eppure i tagli sembrano una scelta obbligata per impedire che le Ferrovie facciano la fine di Alitalia. Intervistato dal Quotidiano nazionale, Moretti accusa governo e Regioni di non rispettare gli impegni presi, di non pagare i servizi che le Ferrovie rendono. «Nell'ultima Finanziaria sono stati tagliati 330 milioni per il trasporto locale. Ad oggi ne sono stati restituiti 80. Quale azienda può fare un servizio senza essere pagata? Nessuna. E noi non possiamo continuare a fornire servizi che non ci vengono pagati, pena il fallimento».
Il problema, spiega Moretti, è che ci sono treni che perdono ogni anno fra i 2,5 e i 4,4 milioni di euro. «E' uno spreco pensare di mantenere in attività convogli che raccolgono 40 persone invece delle 6-800 che potrebbero trasportare. Magari in quella fascia oraria basta un pullman». Così già dall'entrata in vigore dell'orario estivo spariranno una ventina di Intercity. «Scelta obbligata - spiegano alle Ferrovie - Si tratta di treni che non sono sovvenzionati, che dovremmo pagare con il costo del biglietto. Se non ci sale nessuno meglio sopprimerli. Fra l'altro ce lo impone anche la Corte dei conti». Il problema però, restano i treni locali. Le Regioni partecipano direttamente ai costi, ma la Finanziaria 2008 ha cancellato i trasferimenti dallo Stato alle Regioni dedicati al trasporto pubblico, così le amministrazioni non hanno potuto onorare gli impegni assunti con le Ferrovie. Un decreto legge approvato giorni fa aveva stanziato, in extremis, 80 milioni, ma il piatto piange ancora. «Il governo deve rispettare gli accordi già stipulati sul trasporto pubblico», ha detto giovedì Vasco Errani, presidente della conferenza dei governatori, dopo il primo incontro sulla Finanziaria che verrà.
C'è di più, si fa osservare. Con il completamento delle linee dell'alta velocità si libereranno tratte importanti intorno ai grandi centri urbani, questo potrebbe permettere il rilancio del trasporto locale, dei treni pendolari. Ma anche qui c'è un pesante ritardo: «Abbiamo fatto un piano di sviluppo per il trasporto nelle grandi città che si stanno allargando, è una questione centrale - dice ancora Moretti - da affrontare con un piano di investimenti in treni nuovi». Sono i famosi «mille treni per il trasporto locale» di cui si parlava anche nel Dpef del 2007. Peccato poi che il miliardo e mezzo previsto in Finanziaria non ci sia, mentre ci sono i soldi per la rottamazione. Un controsenso con il petrolio che vola a sopra 135 dollari al barile.