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Data: 21/06/2006
Testata giornalistica: Il Centro
Lavoro, diritti e lotte: la Cgil fa il punto su passato e futuro. Agli incontri anche il vescovo Valentinetti e Niki Vendola

PESCARA. Lavoro, lavoro e ancora lavoro. E diritto di avere diritti. La Cgil parte dalle radici per guardare al futuro, al proprio ruolo nel terzo millennio che si è aperto annunciandosi tanto difficile sul fronte occupazionale. Il sindacato celebra i 60 di vita a Pescara e propone sul lavoro un'ampia riflessione che nasce dal cuore, non a caso scelto come logo (grafica di Albano Paolinelli) della manifestazione - e elemento sostanziale del suo titolo, «Il lavoro nel cuore della Cgil» - che si svolgerà dal 28 giugno al 2 luglio nell'area del teatro D'Annunzio. Dunque lavoro «che deve essere valore fondante per una reale democrazia, fattore di identità per la persona. E' necessario superare la fase storica che stiamo vivendo, in cui invece il lavoro è considerato merce, anche residuale, e non fattore di libertà ed emancipazione, elementi essenziali del vivere civile», ha detto Paolo Castellucci, segretario provinciale della Camera del lavoro nel presentare il programma dei 5 densi giorni di festeggiamenti «che chiudono un impegnativo percorso di un anno della Cgil, con appuntamenti che hanno dato luogo a confronti, dibattiti, approfondimenti sulle varie componenti di questa società in mutamento», ha ricordato Castellucci.
Dunque il convegno di ottobre curato dalla Fillea Cgil, sull'espansione urbanistica di Pescara, «in cui è stato ribadito come la crescita della città debba necessariamente essere accompagnata dalla crescita di servizi e capacità di garantire bisogni a quelle aree», ha ricordato il segretario, «troppo spesso considerate marginali, periferiche, abitate da fasce sociali più deboli, che vivono un disagio economico ma anche esistenziale».
E poi l'emigrazione, con la conferenza di dicembre al liceo Da Vinci, che partita dall'articolo 1 della Costituzione («L'Italia è Repubblica democratica fondata sul lavoro») ha messo a confronto vecchia e nuova emigrazione, quindi quella degli italiani nel secolo scorso e quella attuale dai Paesi poveri alla Penisola, riaccendendo la memoria sui drammi dell'emigrazione di ieri, con la tragedia degli italiani nella miniera di Marcinelle 50 anni fa, e di oggi, con l'emarginazione e lo sfruttamento degli extracomunitari. Ancora la centralità del lavoro per l'emancipazione e la democrazia quindi, ha sottolineato Castellucci, che ha trovato linguaggi diversi per proporsi, come quello teatrale, con la pièce sul Bois du Cazier «Musineri», del Drammateatro, per gli studenti, e ancora «Sciopero», di Giacomo Vallozza del teatro del Paradosso, sulle lotte dei braccianti nell'area vestina organizzato al Massimo dalla Cgil a dicembre. «E abbiamo trovato il modo di ricordare anche i compagni, tanti, che non ci sono più, ma che hanno fatto con il sindacato un tratto di strada importante, lasciando un segno nelle sue conquiste». E sul dovere della memoria si è soffermato l'ex parlamentare del Pci Nevio Felicetti, parlando del libro che ha dato il titolo alla 5 giorni di incontri sul lungomare Sud: «Il lavoro nel cuore», a cura di Dina Cianci e Valeria Tirabasso, racconto dei 60 anni della Camera del lavoro di Pescara attraverso storie individuali e collettive, di battaglie, sconfitte e conquiste. «E' stato difficile per le due studentesse raccogliere la nostra memoria», ha detto Felicetti, «raccontare la storia del movimento operaio nella nostra provincia, eppure stiamo celebrando i 60 anni, all'interno del centenario, del sindacato più grande ed è importante sapere che la storia non l'hanno fatta solo i politici, ma che grande è stato il contributo che le masse operaie, i lavoratori hanno dato al progresso sociale e civile del nostro Paese».
Il pamphlet verrà presentato al pubblico l'ultimo giorno della festa, il 2 luglio, a chiusura di una serie di incontri che avranno dunque come filo comune il lavoro: quello precario, che a Pescara, secondo dati del ministero, interessa il 60% dei 30mila nuovi occupati; quello specializzato, anche qui con una media al di sotto di quella nazionale nel capoluogo adriatico (sotto il 5,7% i laureati); quello nero e senza diritti di immigrati e giovani. A confronto personaggi diversi, come Niki Vendola e monsignor Valentinetti, anche su altri diritti violati, da quelli delle coppie di fatto a quelli del terzo mondo. E al riguardo la kermesse della Cgil ospiterà Teresa Sarti, presidente di Emergency, alla quale consegnerà fondi raccolti per la costruzione di un ospedale cardiochirurgico in Sudan, «perchè il lavoro significa progresso civile e possibilità di aiutare chi resta indietro».

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