Uscire dall'incertezza normativa che caratterizza da troppi anni il settore; ridare impulso al processo di liberalizzazione creando le premesse affinché il mercato del tpl sia contendibile ed equo; rilanciare gli investimenti destinati al parco mezzi e alle infrastrutture. Sono solo alcune delle richieste sollecitate dall'Asstra durante l'incontro con i rappresentanti del Governo e del Parlamento che si è svolto nei giorni scorsi a Roma presso Palazzo Marini. L'incontro fortemente voluto dall'associazione di categoria è iniziato con la presentazione del documento dell'associazione "La luce della lanterna, viaggio nella mobilità collettiva": una vera mappa per navigare in mezzo alle mille leggi, leggine, regi decreti, codicilli, che dettano le regole per i trasporti pubblici locali del Paese. Una guida per illustrare dall'interno il sistema del tpl ai rappresentanti politici della XVI Legislatura. Una mappa da cui emergono tutti i nodi irrisolti, le tante contraddizioni e le emergenze del settore. "Il primo dei nodi da sciogliere per uscire dall'incertezza normativa e ridare impulso ai trasporti è la liberalizzazione del settore - ha detto il presidente dell'associazione Marcello Panettoni -. Bisogna arrivare a mettere il punto ad un processo iniziato più di dieci anni fa e mai portato a termine. Ma la liberalizzazione non è una formula magica in sè, occorre creare le premesse perché il mercato del tpl sia contendibile ed equo. Per questo tra le nostre proposte indichiamo la necessità di favorire le aggregazioni e fusioni fra imprese operanti nel settore al fine di superare il "nanismo aziendale" e diventare competitivi a livello europeo. Bisogna inoltre prendere atto che il d.lgs. 422/97 prevede come unica forma di affidamento la gara e che un recente regolamento europeo per il settore ammette gli affidamenti in house "a condizione che non sia vietato dalla legislazione nazionale". Panettoni ha poi affrontato le questioni economiche che riguardano i trasporti pubblici cifre alla mano prendendo in esame le evoluzioni del sistema negli ultimi 10 anni, puntando il dito sul problema della scarsità delle risorse investite e destinate. Tra le cifre illustrate da Panettoni, impressionate è l'ammontare delle risorse che il tpl restituisce allo Stato attraverso la fiscalità, ben 636 milioni di euro solo nel 2007 di gettito fiscale dal tpl allo Stato per accise ed iva sul gasolio, più Irap. L'altro scoglio da superare sono gli investimenti, sia per il parco mezzi che per l'infrastruttura. Per portare l'età media del parco mezzi su gomma ai livelli europei di 7 anni è necessario provvedere all'acquisto di almeno 26.000 autobus nei prossimi 7 anni, con un investimento di oltre 6,5 miliardi di euro da reperire sia dallo Stato, dalle Regioni, dagli Enti Locali che dalle stesse aziende in autofinanziamento; mentre per l'adeguamento dell'età media del materiale rotabile delle ferrovie regionali sono necessari per i prossimi 10 anni oltre 2 miliardi di investimenti.