ROMA. L'Unione europea indagherà sul prestito Alitalia. Non è una novità ma l'atto formale è stato compiuto e questo potrebbe, lievemente, complicare le condizioni già disastrose della compagnia aerea. Rispetto al passato, c'è una novità. Quella decisa dall'Unione non è una procedura d'infrazione ma un'indagine che deve appurare se il prestito, che andrà in conto patrimonio come un'anticipazione del socio di maggioranza, è un aiuto di Stato o qualcosa di diverso.
L'intervento dell'Europa interviene mentre la Camera ha approvato il decreto sull'erogazione di 300 milioni di euro, modificandolo. Questo significa che il provvedimento dovrà tornare al Senato dove, comunque, si prevede un esame lampo e un'approvazione definitiva che aprirà la strada all'erogazione. In calendario ci sono l'esame delle commissioni Bilancio e Lavori pubblici, previsto per il 17 e il 18, e quello dell'aula fissato il 22 giugno.
Molte le novità introdotte dal decreto rispetto al passato. Intanto la privatizzazione per la quale Intesa Sanpaolo è stata giù nominata advisor. Sarà il Consiglio dei ministri a prendere le decisioni fondamentali che dovranno comunque essere ratificate dal consiglio d'amministrazione di Alitalia. Poi i termini del prestito. L'erogazione ha una scadenza, dovrà essere restituita entro il 31 dicembre con un interesse maggiorato dell'1 per cento rispetto ai tassi di mercato. Condizioni comunque convenienti che hanno irritato le compagnie aeree europee fino a convingerle di rivolgersi alla Commissione per appurare se le regole del libero mercato sono stati alterate.
C'è poi la questione da dove arrivano i soldi, perché sostenere Alitalia costa e qualcuno i sacrifici li deve pur fare. In base al decreto, 205 milioni arriveranno dalla riduzione del Fondo per la competitività e lo sviluppo, 85 dal Fondo per la finanza d'impresa e 10 dal fondo speciale del ministero dell'Economia. In più non è detto che in caso di vendita lo Stato recupererà i suoi soldi. Il rimborso del prestito potrà avvenire solo dopo che saranno stati saldati i creditori e comunque senza intaccare il capitale sociale. Il che significa che se il titolo continuerà a perdere valore, proporzionalmente si eroderà il valore del rimborso.
L'ultimo punto è quello che riguarda i vincoli di mercato, essendo Alitalia quotata in Borsa. Il governo avrà mano libera e i possibili acquirenti potranno accedere com molta facilità alle informazioni sulla situazione finanziaria della compagnia.
E' questo ultimo punto a far discutere di più, oltre ovviamente alla consistenza e alla formula del prestito. Consentire all'azionista di maggioranza di aggirare le norme sulla trasparenza del mercato potrebbe rappresentare un precedente pericoloso sul quale Consob e Borsa Italiana puntano la loro attenzione anche senza compiere per ora atti formali.
Vigili anche le compagnie aeree straniere che avranno ora diritto di mettere per iscritto le loro perplessità e presentarle perché siano prese in consideraziOne dall'indagine.
L'opposizione, intanto, continua a militare nel partito di Air France, anche se la compagnia europea ha chiarito la sua ormai definitiva disaffezione all'acquisto. Il leader del Pd Walter Veltroni propone di «riaprire i negoziati» e accusa il governo di «grande confusione, grande dilettantismo e improvvisazione».