Il Comune: confronto con gli operatori. Ricci: serve un tavolo di concertazione
PESCARA. Nella sua battaglia per la riqualificazione della stazione ferroviaria, è il consigliere dell'Udeur Ermanno Ricci a riaccendere il dibattito sulla destinazione commerciale dello scalo. Dopo le polemiche che lo scorso anno seguirono alla proposta della società Centostazioni di trasformare l'atrio in un centro per lo shopping, a riaprire la questione è una lettera inviata a Ricci da Paolo Simioni, responsabile di Centostazioni. «Già da tempo» scrive Simioni, «abbiamo sottoposto all'amministrazione comunale un ampio progetto per il recupero e la valorizzazione dell'importante complesso ferroviario, una superficie totale di 40 mila metri quadrati relativamente all'edificio centrale, ma a tutt'oggi lo sforzo compiuto alla nostra azienda non ha avuto alcun riscontro dall'amministrazione». Il manager accenna al progetto: adeguamento degli impianti, ristrutturazione completa dell'atrio con creazione di una «piazza» interna «dove sarà possibile sostare piacevolmente, fruendo di un'ampia offerta commerciale e dell'opportunità di partecipare a eventi e manifestazioni di tipo culturale». Al piano terra, lato sud, inoltre, sarà realizzata un'ala riservata a uffici per le autolinee urbane ed extraurbane, mentre il piano terra lato nord, dove avrebbero dovute nascere negozi mai aperti, sarà completamente ristrutturato Uno spazio, inoltre, annuncia Simioni, sarà dedicato all'accoglienza diurna dei senza tetto: si tratta di un locale adiacente a via Ferrari per il quale è in corso la procedura di concessione in comodato d'uso al Comune, una iniziativa fortemente voluta anche dal prefetto Giuliano Lalli.
Ma tutto è in stallo. «Non posso accettare che ci sia questo disinteresse verso la stazione, lasciare un simile gioiello nel degrado» accusa Ricci, «è necessario istituire un tavolo di concertazione tra i vari attori per trovare una soluzione».
L'amministrazione comunale replica a Simioni per bocca dell'assessore alle Politiche comunitarie Massimo Luciani: «Non è corretto da parte di Centostazioni legare una esigenza scontata, come quella di mantenere in condizioni decorose la stazione centrale, a una proposta di realizzazione di una piastra commerciale» afferma, «evidentemente la manutenzione ordinaria è un onere cui le Ferrovie non possono sottrarsi». Ma Luciani non si sottrae all'argomento principale: la creazione di una sorta di centro commerciale dentro lo scalo: «Il Comune non può pronunciarsi a cuor leggero, senza aver stabilito un confronto con gli operatori economici e senza una valutazione degli impatti volumetrici» afferma l'assessore, annunciando che il sindaco incontrerà nei prossimi giorni il sottosegretario alle Infrastrutture Luigi Meduri e il direttore della Direzione generale del trasporto ferroviario «per affrontare la questione della valorizzazione della stazione».
Arrivano immediate le repliche delle associazioni dei commercianti. La Confcommercio rifiuta seccamente l'ipotesi di trasformare i locali posti sul lato nord della stazione in centro commerciale e suggerisce invece di utilizzare l'area, 5 mila metri quadrati, in un parcheggio coperto: «Sarebbe beffardo lamentarsi dei tanti ipermercati e poi crearne uno in pieno centro». Un'apertura arriva invece dalla Confesercenti che sostiene la necessità di «trasformare l'area della stazione in un centro polifunzionale in cui si integrino attività commerciali e servizi, ma di qualità analoga a quella riscontrabile in centro»: la stazione, quindi, non più come luogo di passaggio, ma come «piazza» coperta con ristoranti, caffè, strutture commerciali e opportunità di shopping, dalla libreria all'alimentari, al piccolo supermercato.