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Data: 16/06/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Comunità montane, Abruzzo in ritardo sui tagli. Oggi si riunisce la giunta. In ballo la riduzione di Comuni, posti e stipendi

L'AQUILA. Conto alla rovescia per la riforma delle comunità montane. Oggi la Giunta regionale esaminerà la proposta di legge che prevede un taglio delle Comunità da 19 a 15. Il provvedimento comincerà poi l'iter nelle commissioni prima di approdare in Consiglio.
L'Abruzzo, secondo le indicazionid el Governo nazionale, è tra le regioni italiane in ritardo sulla tabella di marcia indicata dalla Finanziaria per i tagli da fare. Nella regione le Comunità montane contano 224 Comuni e quasi 600 consiglieri, un centinaio di assessori e 19 presidenti. La bozza di riforma prevede una riduzione dei costi di funzionamento e delle indennità, che dovranno essere a carico dei Comuni di riferimento. Secondo l'associazione che si occupa di Comuni e Comunità montane la riforma è auspicabile, ma nel contempo, non bisogna buttare all'aria quello che di positivo è buono già c'è. «La riforma deve andare nella direzione di un miglioramento del ruolo e dell'incidenza delle comunità montane», spiega Giovanni Venditti, presidente della delegazione Abruzzo dell'Unione nazionale Comuni e Comunità Montane, «che devono essere strumento di servizio dei piccoli comuni e di sviluppo per le aree che servono, uscendo dalla logica dell'assistenzialismo ed entrando in quella della progettualità e dello sviluppo, sempre in sinergia con gli altri enti territoriali. Bisogna lavorare anche per smentire l'immagine non vera ma che purtroppo a volte prevale, di soggetti di consumo e sprechi». Secondo i calcoli sui tagli, fatti nelle scorse settimane da alcune associazioni di categoria del commercio, e resi noti dall'assessore regionale agli enti locali, Giovanni D'Amico: «Si otterrebbe un risparmio di un milione 700.000 euro nel 2008 e di 3 milioni 400.000 nel 2009». In Abruzzo nelle prime bozze della riforma, dovrebbe sparire la Comunità montana di Vomano, Piomba e Fino, mentre solo 4 delle 19 comunità della regione sono interamente in linea con i nuovi parametri. Si tratta delle comunità montane della Marsica 1, della Valle del Giovenco, dell Alto Sangro Cinque Miglia e della Laga, i cui comuni componenti sono tutti al di sopra dei 600 metri di altitudine. Il primo criterio di montanità individuato è l'altitudine. Addio alle comunità montane in riva al mare, ora i comuni montani dovranno trovarsi davvero in montagna, dovendo avere almeno l 80% della superficie a più di 600 metri sul livello del mare. L'altro criterio individuato dall'ex Governo è costituito dal dislivello tra la quota altimetrica inferiore e quella superiore del territorio comunale, che non deve essere minore di 600 metri.

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