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Data: 17/06/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Teramo. Benvenuti nella stazione da terzo mondo. Bagni murati, biglietteria fantasma: ecco come è ridotto lo scalo dei pendolari

TERAMO. Alla stazione manca quasi tutto. I treni, che trasportano pendolari e studenti, arrivano e ripartono con regolarità, ma i servizi sono ai livelli di un piccolo paese sperduto in mezzo al nulla, più che di un capoluogo di provincia. Niente sportello per le informazioni, nessun avviso sulle coincidenze con i principali convogli che fermano a Giulianova, biglietteria automatica in funzione solo per le tratte regionali, niente bagni, che sonon stati addirittura murati. A raccogliere in una sorta di"libro nero" tutto quello che non va o che non c'è nella stazione è Paolo D'Incecco.
Di professione venditore di aspirapolveri, da anni si occupa delle carenze dei servizi che i viaggiatori in partenza da Teramo devono sopportare. Il primo problema s'incontra varcato l'ingresso. La vecchia biglietteria da anni è chiusa da un vetro opaco: non c'è nessun addetto delle Ferrovie nemmeno per chiedere un'informazione. La situazione non migliora nella sala d'aspetto. La biglietteria automatica trae in inganno. La macchina sembra abilitata anche all'emissione di biglietti per destinazioni come Ancona o Milano, basta inserire il codice della località extraregionale di destinazione. L'attesa però dopo qualche istante si rivela vana. Una scritta sul display spiega che per l'apparecchio non è abilitato per quel tipo di biglietti. Funziona solo per le destinazioni regionali. «Chi deve andare più lontano», spiega D'Incecco, «è costretto a rivolgersi a un'agenzia o a fare il biglietto via internet».
Di fronte ci sono le bacheche con gli orari. Quella dei treni regionali ha il foglio che indica partenze e arrivi. L'altra, per le destinazioni fuori regione, è vuota. «Le Ferrovie non indicano le coincidenze con i treni che fermano a Giulianova», continua D'Incecco scuotendo la testa. A colmare la lacuna ci ha pensato lui. Su un cartoncino giallo ha stampato gli orari di transito nella stazione giuliese dei principali convogli diretti in particolare al Nord e l'ha attaccato al vetro della bacheca. Da quando c'è l'avviso "fai da te" il numero di viaggiatori che partono da Teramo con il biglietto fatto per le destinazioni finali, come Ancona o Milano, si è impennato. «In tre settimane sono passati da 20 a 125», dice. E' la prova, secondo lui, che Teramo potrebbe essere uno snodo strategico per le Ferrovie. «Può diventare la stazione dell'area del parco del Gran Sasso e dell'Aquilano», sottolinea D'Incecco.
Su un cartellone ha riassunto la proposta: cifre e disegni secondo cui da Teramo parte il tragitto più breve per chi dall'Aquila, arrivando in auto o bus, prende il treno per il Nord. Il bacino d'utenza sarebbe di circa 200mila potenziali viaggiatori. La proposta di far partire da Teramo treni di media grandezza diretti al Nord sarebbe realizzabile, ma per ora la realtà è un'altra. La porta dei bagni è murata e chi ha un'esigenza fisiologica può solo andare dietro alla siepe vicina al binario

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