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Pescara, 15/05/2026
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Data: 21/06/2006
Testata giornalistica: Il Centro
Montesilvano vive già l'incubo dei semafori. Cantagallo: «Il problema sarà solo nostro, Pescara scarica ancora una volta su di me»

La filovia non unisce più. Ma per D'Alfonso ci sono i margini per fermare l'appalto

"Il progetto originario di 20 chilometri aveva un senso, questo no"

MONTESILVANO. Il sindaco Enzo Cantagallo non demorde, e ribadisce il suo "no" incondizionato alla metropolitana leggera di superficie: «Stanno uccidendo Montesilvano. La filovia spaccherà il cuore della nostra città, come è accaduto per decenni con la ferrovia. Avremo due semafori per ciascuno degli incroci che intersecano la strada parco. Un disastro». Questo lo scenario a tinte fosche prospettate dal collega di D'Alfonso, uscito deluso anche dal mancato vertice di lunedì con l'assessore regionale ai Trasporti, Tommaso Ginoble. L'appalto della Gtm, infatti, andrà avanti.
La strada parco è stata realizzata, ad oggi, sul territorio di Montesilvano dal confine con Pescara fino a via Marinelli. Nove le vie che intersecano effettivamente viale della Liberazione (strada parco): via Arno, via Adige, via Settimo Torinese, via Metauro, via Sele, via Ticino, via Adda, via Torrente Piomba, via Marinelli, per un totale di 18 semafori potenziali. «Il punto nodale», insiste Cantagallo, «è che il percorso della filovia che si vuole realizzare oggi ha la lunghezza totale di 4 chilometri e 200 metri, che non solo non risolve per nulla il problema della mobilità ma è addirittura pericoloso per la viabilità e i pedoni, oltre a compromettere pesantemente lo svilippo della nostra città per i prossimi decenni. Altra cosa sarebbe stata realizzare oggi, per intero, la filovia in base al tracciato originario di oltre 20 chilometri per collegare Francavilla-Pescara-Montesilvano-Silvi: in questo caso il sacrificio per la nostra città avrebbe avuto un senso». Ma questo è in realtà solo il primo lotto del progetto. «Il secondo non si realizzerà mai per la carenza di fondi pubblici» osserva ancora il sindaco di Montesilvano, «ma anche per una ragione tecnica: e cioè, che all'interno della città di Pescara non c'è lo spazio fisico per costruire la sede della filovia da via Muzii verso Francavilla. Questo dato mi è stato fra l'altro confermato dai tecnici nella riunione con la Regione. In questa situazione accade che Pescara è interessata marginalmente dal probelma della filovia, mentre a pagarne tutte le conseguenze negative è Montesilvano. Per cui si ripete ciò che a suo tempo si verificò per l'asse attrezzato: Pescara scaricò tutti i problemi del traffico su Montesilvano con lo svincolo nella zona Mazzoco-Santa Filomena». L'ex sindaco Gallerati ha preso una posizione netta a favore della filovia nella seduta del consiglio provinciale di lunedì scorso, creando anche un problema di partito all'interno della Margherita. Ma Cantagallo la spiega così: «Gallerati sottoscrisse all'epoca, giustamente, in qualità di sindaco il documento che dava via libera al progetto della filovia lunga 20 chilometri. Oggi, invece, la situazione è molto cambiata: si vuole realizzare un tratto di appena 4 chilometri e 200 metri. Chi la userà? Solo i residenti della strada parco. Tra l'altro, mancano i parcheggi».
Il Comune di Montesilvano cederà, come previsto nella conferenza dei servizi, una propria area di 5.000 metri quadri vicino al Warner Village per realizzarvi il terminal nord della filovia?
«Assolutamente no», risponde Cantagallo. «Si tratta di un'area di pregio per la pianificazione della zona».
Quali iniziative saranno adottate adesso?
«Convocherò la riunione della maggioranza per informarla della situazione» spiega ancora il sindaco, «poi della filovia si discuterà in consiglio comunale. Sarà la prima volta in assoluto».
Bloccare l'appalto espone gli enti al rischio di un contenzioso per decine di milioni di euro.
«No», replica Cantagallo, «a patto però di sospendere la gara adesso, prima cioè dell'espletamento della stessa».
E i fondi già stanziati?
«Il rischio di perderli non c'è, va però rimodulato lo stanziamento per un progetto innovativo».

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