TERAMO. La chiusura della galleria di Carestia, che tanti problemi sta creando al traffico cittadino, rischia di doversi ripetere. Non arrivano notizie confortanti dal cantiere aperto da Strada dei parchi, la concessionaria dell'A24, per la ristrutturazione del tunnel da cui il 25 maggio si staccò dell'intonaco. La galleria che collega l'entroterra - anche L'Aquila e Roma - all'Adriatico è chiusa dal 4 giugno per la messa in sicurezza. Dopo una serie di analisi (i "carotaggi") da qualche giorno sono iniziati gli "infilaggi", iniezioni di cemento per rendere la calotta del tunnel più spessa, visto che in alcuni punti non supera i 20 centimetri. E lo spessore dovrebbe essere di un metro.
«Stanno facendo dei lavori», commenta Giovanni Signorile, segretario della Feneal Uil, «che serviranno a metterla in sicurezza per un breve periodo. Anche perchè gli "infilaggi" secondo me non rinforzano l'arco. Sono più che altro di interventi tampone, i veri lavori devono essere altri. Ci vogliono interventi radicali, forse bisognerà rifare la calotta. Rinvieranno solo il problema di qualche mese, magari di un anno. Invitiamo le autorità a pretendere un lavoro definitivo, a garanzia della sicurezza dei teramani e di un'economia che non può vivere con l'incertezza di continue chiusure. Senza contare il traffico. Strada dei parchi deve subito appaltare i lavori definitivi». In effetti ora, oltre agli "infilaggi," si sta montando una sorta di griglia d'acciaio e si spruzza cemente sull'arco, dopo aver fresato l'intonaco.
E la possibilità di dover fare interventi di molto più radicali viene confermata anche da Strada dei parchi. «Abbiamo fatto indagini conoscitive per capire stato di conservazione della galleria», spiega Igino Lai, direttore generale d'esercizio di Strada dei parchi, «Pensavamo avesse certe caratteristiche, perchè così risultava dagli atti, ma la realtà è ben diversa. Una "terapia" adeguata è ineludibile perchè venga garantita la sicurezza». Il direttore generale descrive in maniera tecnica i lavori che «sono sufficienti per mettere in sicurezza la galleria. Poi, però, quando apriremo l'altra (accanto è in corso di realizzazione una galleria "gemella" che non sarà pronta prima di un anno, ndr) avremo la possiblità di sottoporre questa a un ulteriore intervento di messa in sicurezza». La necessità di interventi più cospicui sul vecchio tunnel, dunque, c'è. Però Lai tranquillizza gli automobilisti: «La galleria è monitorata con sensori di diverso genere, noi non possiamo permetterci alcun rischio». Infine, la buona notizia: «E' possibile che venga riaperta al traffico con qualche qualche giorno di anticipo, forse 24 o anche il 23 giugno».