Sì al cumulo dei redditi di pensione e lavoro Entrate da Robin tax e dai tagli alla spesa
Il governo prenderà altri sei mesi per dire quali lavori consentiranno di lasciare anzitempo
ROMA. Via le province delle nove aree metropolitane, via le comunità montane, chiusura per gli enti con meno di 50 dipendenti. Ma via anche il divieto di cumulo fra pensioni e reddito da lavoro (sia dipendente che autonomo). A seguire il divieto di pubblicazione dei redditi degli italiani, la nascita di una Banca del Sud, la vendita massiccia del patrimonio dello Stato e tagli alla spesa drastici, profondi. «Il gioco si fa duro», commenta Pierluigi Bersani, ministro ombra allo Sviluppo economico. Sempre domani dovrebbero essere varate misure per il contenimento del prezzo dei carburanti. Si parte dallo sconto sulle accise se il prezzo del greggio calcolato in euro sale del 2%. Era a discrezione del governo (misura dell'ultima finanziaria del centrosinistra), diventa automatico.
Fino a dicembre, poi, Iva agevolata al 5% il gasolio di agricoltura e pesca. Le cifre della manovra triennale che dovrebbe vedere la luce nel consiglio dei ministri di domani, parlano chiaro. Fra il 2009 e il 2011 da Regioni ed enti locali dovranno arrivare 9 miliardi e 200 milioni di euro di risparmi, più un miliardo all'anno di tagli alla Sanità. Dalla Pubblica amministrazione ci si aspettano altri 3 miliardi di risparmi. Nel complesso la manovra triennale varrà 34 miliardi e 800 milioni, ma nel 2009 ne serve una da 13 miliardi e 100.
Sul fronte delle entrate previsti 4 miliardi dalla vendita del patrimonio demaniale, caserme in testa, 2 miliardi e mezzo, invece, dovrebbero arrivare dalla tassazione più allargata per banche e assicurazioni e dalla Robin Tax sugli extragettiti delle compagnie petrolifere.
Province, si taglia. In Italia con una legge del 2000 sono state istituite 9 Aree Metropolitane (Firenze, Milano, Roma, Bologna, Bari, Genova, Torino, Venezia, Napoli). L'idea era quella di accorpare in un supercomune i poteri e la gestione di territori che di fatto rappresentano un tutt'uno. La norma non è mai stata applicata, si partirà da questo per arrivare alla cancellazione delle Province che fanno parte delle nove aree. Cancellazione che scatterà non rieleggendo un nuovo consiglio provinciale quando quello in carica è scaduto. Non sarà indolore, il presidente dell'Unione province italiane, Fabio Melilli, chiede un «una riflessione del governo più approfondita e non improvvisata».
Batosta sulla montagna. Una cancellazione totale, invece, è quella in arrivo per tutte le comunità montane. Mezzi e personale a Regioni, Province (quelle che restano), e Comuni. Per la montagna non saranno mesi favorevoli, via le Comunità montane e via anche l'Ente italiano montagna, considerato inutile, ma che annovera al suo interno istituti di ricerca che si occupano di problemi gravi, come il dissesto idrogeologico.
Pensioni, si cumula. Una buona notizia arriva ai pensionati che hanno in animo di svolgere, o già svolgono a nero, un'altra attività. Nella manovra troveranno posto le norme che consentono il cumulo fra redditi da pensione (anzianità, vecchiaia e invalidità) e quelli da lavoro dipendente o autonomo. Semplificazioni in arrivo anche nel mercato del lavoro: abrogate norme su dimissioni volontarie, via il libro paga e il libro matricola.
Gli usuranti aspettino. Il governo si prenderà altri sei mesi di tempo per decidere quali sono i lavori usuranti e fino a che punto questi lavoratori possono anticipare l'andata in pensione.
Fannulloni in ufficio. Sarà con tutta probabilità il consiglio dei ministri di domani a dare il via anche alla Riforma della Pubblica amministrazione, almeno nel complesso di norme che accelereranno le sanzioni contro i fannulloni.
Riciclaggio più facile. Torna a 12mila 500 euro il tetto dei pagamenti in contanti e per gli assegni non trasferibili. Dal 30 aprile, in ossequio alle norme antiriciclaggio, era stato portato a 5mila euro. Si va indietro.